lunedì, febbraio 20, 2006

E’ solo una questione di soldi

Ciao,
sono uno che non guadagna un centesimo col calcio e nemmeno lo spende, per il calcio. Per tanti motivi. Non ho Sky, non ho il digitale terrestre e non compro i quotidiani sportivi. Da qualche anno non vado allo stadio. Questo fa di me una persona professionalmente disinteressata, e quindi indipendente, nelle proprie opinioni.

Ecco la mia su quanto accaduto ieri.


Non è la prima volta, e non sarà nemmeno l’ultima, che un calciatore si fa male. Alcuni sono stati costretti a smettere, altri sono tornati in campo. Ovviamente io per primo auguro al Capitano una guarigione completa sia dal punto di vista fisico che psicologico. Come molti, mi sono chiesto se si è trattato di una fatalità o di un infortunio annunciato e inevitabile. In genere, in questi casi, si scatena una caccia al colpevole: gli arbitri, gli avversari, Spalletti addirittura, e finanche il Medico Sociale, sono stati chiamati in causa. La verità l’abbiamo vista tutti: Totti è caduto male. Se però vogliamo andare fino in fondo in questa analisi, bisogna avere il coraggio di farlo come si deve.
Nel nostro campionato giocano 20 squadre le quali, teoricamente dovrebbero concorrere per la conquista di un trofeo: chi fa più punti vince. Semplice. E invece no: perché guardando la classifica si vede come una (teoricamente due) compete per il trofeo (ma se è una sola con chi compete?), quattro lottano per i tre posti validi per accedere al più importante torneo d’Europa, segue un gruppo più o meno omogeneo di formazioni (mediocri), ed infine ci sono i predestinati alla retrocessione. E’ evidente che non possiamo definire tutto questo come un Campionato di serie A: è piuttosto un coacervo di compagini di livello estremamente differente. Perché? Ma è semplice, e questo è semplice sul serio: più squadre uguale più partite; più partite uguale più diritti televisivi, e quindi più sponsor e più soldi (per le società, soprattutto le più importanti in modo da perpetuare il circolo vizioso appena descritto). Ma anche: più partite uguale più trasmissioni televisive, più giornali venduti e più soldi (per opinionisti, giornalisti, ospiti presenzialisti e proprietarie di belle gambe). Alcuni degli effetti collaterali di questa situazione sono: a) il fronteggiarsi calciatori di serie A con calciatori (nel senso che danno calci) più o meno improvvisati; b): la necessità di rimanere aggrappati alla serie A in ogni modo (doping, gioco scorretto e/o violento con lo scopo di eliminare fisicamente l’avversario più pericoloso; c): mancanza di allenamento e maggiore probabilità di infortunarsi). In tale mondo ognuno fa il suo mestiere: Totti deve fare il Campione e altri faranno la loro: chi l’arbitro incompetente, chi il Bogoni (ve lo ricordate, vero?) della situazione, chi l’opinionista-banderuola, e chi il dopato innocente. E’ un gioco di ruolo in cui ciascuno ha una parte da interpretare, ma tutti, più o meno, ci guadagnano, tranne quelli che vi assistono (che poi sono quelli che ci mettono i soldi). In questo contesto, mi dispiace dirlo, ma lo penso veramente, la caviglia di Totti è un ottimo argomento di discussione: porterà a maggiore audience ed a vendere più copie. Se ne parlerà a lungo con forti guadagni per opinionisti, testate televisive e giornalistiche. In fondo in fondo, il mondo del pallone (in cui, badate bene, non includo tifosi e appassionati che lo alimentano con i propri soldi), con questa storia ci guadagnerà: pensate a quanti spunti di discussione da qui ai Mondiali e anche dopo, comunque andrà. Eh si, perché ormai da un pezzo il calcio ha cessato di essere uno sport, per trasformarsi in un argomento di discussione: le partite sono solo un pretesto.
Con rimpianto per i tempi di Ameri e Ciotti


sabato, febbraio 18, 2006

Lezione di Antropologia


Ciao,
tutti gli individui appartenenti alla razza umana sono più o meno diversi fra loro. Alcuni gruppi sono riconoscibili in base a caratteristiche esteticamente evidenti e macroscopiche, come il colore della pelle o la statura. E’ possibile, nell’ambito degli stessi gruppi, individuarne poi altri, ed altri ancora, che solo gli studiosi sono in grado di distinguere. Alcune caratteristiche dell’essere umano però, non sono tipiche di un gruppo etnico piuttosto che un altro, ma si ritrovano distribuite più o meno in modo uniforme: parlo, ad esempio, dell’intelligenza.
A tal proposito vorrei, in controtendenza, spezzare una lancia in favore del Sig. Calderoli. Egli costituisce una conferma a quanto precedentemente affermato: e cioè che la distribuzione dell’intelligenza è più o meno uniforme. Possiamo considerare tale distribuzione in un grafico che riporti sull’asse X gli tutti gli individui, e sull’asse Y il livello di intelligenza. In un sistema di questo tipo sono necessari, al fine di mantenere la media abbastanza costante, individui come il Sig. Calderoli: in caso contrario non si potrebbero giustificare i picchi corrispondenti a persone come Einstein, Planck, Riemann, Leonardo da Vinci e via dicendo.
Per concludere, l’intelligenza non è un merito, ma una dote. Non si può colpevolizzare una persona in quanto priva di una dote. E’ nostro dovere rispettare tutti, ed in particolare anche coloro che hanno contribuito alla carriera del sig. Calderoli, consapevoli del fatto che prima o poi qualcuno riporterà in media il livello intellettivo della razza umana.

Nella prossima lezione tratteremo il tema della bellezza estetica, che è fortemente legato a fattori culturali tipici dei singoli gruppi umani. Naturalmente, esistono importanti eccezioni che potremo definire di carattere universale. Ancora una volta il Sig. Calderoli ci aiuterà a comprendre appieno questo concetto.

giovedì, febbraio 09, 2006

Non ne posso più

Ciao,

eccheppallecostoTORINO2006!


mercoledì, febbraio 08, 2006

Democrazia: la conquista di un’illusione o l’illusione di una conquista?


Ciao,
a proposito di quanto sta succedendo tra Europa-Stati Uniti e mondo islamico ho qualche riflessione, anche di carattere più generale. Nessuna delle due culture accetterebbe in casa propria le regole dell’altra, eppure siamo andati in Iraq per imporre la “democrazia”. E’ giusto meravigliarsi se, una volta eliminato il feroce dittatore, la situazione è quella di un paese in cui governa il caos?
Letteralmente, democrazia, significa governo del popolo. Naturalmente, come tutte le forme di governo, è un’utopia, un traguardo irraggiungibile. La libertà, che dalla democrazia dovrebbe derivare, è un illusione che va conquistata a caro prezzo. La definirei “la conquista di un’illusione” e, di conseguenza, “l’illusione di una conquista”. Ma le conquiste non possono essere imposte: vanno raggiunte in prima persona. Quanto alle illusioni, ciascuno culla le proprie e le custodisce come può. Ogni popolo pensa e agisce in base alla propria storia, spesso senza farne tesoro. Penso agli Stati Uniti, che credono di esistere per contrapporsi al Male, ma lo ricercano solo in casa altrui, peraltro senza mai sconfiggerlo; penso ad Israele, patria di un popolo senza terra per millenni eppure unito e sempre perseguitato, che ora infligge ad altri la stessa pena; penso ai Palestinesi, che tale pena non vogliono subire, e che hanno un’occasione irripetibile per dare al mondo intero una lezione di civiltà con Hamas al governo se mai si raggiungesse la pace; penso in genere a tutti i musulmani che non tollerano, giustamente, che la loro illusione sia derisa in occidente; penso al Vaticano, che sempre ha tenuto in maggior considerazione il potere temporale rispetto a quello religioso, pur affermando ridicolmente l’opposto; penso all’Italia, sempre divisa in fazioni, granducati e comuni fin dai tempi di Roma, così come ora è divisa prima delle elezioni, perché è pur sempre meglio capeggiare una banda di tre elementi piuttosto che fare il vice in un’organizzazione di 1000 persone. E potrei continuare a lungo…
Non è sufficiente studiare la storia e le scienze per progredire: occorre innanzi tutto avere il coraggio di scrivere obiettivamente, ammettere i propri errori prima di quelli altrui, e tentare di cambiare i comportamenti che in passato tanto hanno nociuto. Purtroppo i nostri leader sono troppo occupati a riscrivere la storia del recente passato per occuparsi di quella futura.

“Homo homini lupus”
Plauto (Asinaria, v. 495)

lunedì, gennaio 30, 2006

Miracolo!

Ciao,
finalmente una buona notizia. Anche da morto Giovanni Paolo II è in grado di fare miracoli (il che è in effetti un eresia: solo Dio li può fare, ma è un dettaglio). Il fatto strano è che non sono considerati abbastanza straordinari i “miracoli” accaduti durante il suo pontificato. Senza ironia ne vorrei rammentare alcuni:

1) Paul Marcinkus non viene cacciato via dallo IOR dal neo eletto Papa, nonostante i suoi provati (alcuni) rapporti e traffici con Calvi, Sindona e altri.
2) Paul Marcinkus divenne addirittura cardinale ma i suoi (e del Vaticano) traffici rimangono misteriosi.
3) Giovanni Paolo II sopravvisse ad un attentato. Alì Agcà premette il grilletto. Dopo oltre vent’anni non se ne sa molto di più.
4) Emanuela Orlandi è scomparsa. Chiediamo al mago Silvan?
5) Anche Mirella Gregori è scomparsa, ma non se la ricorda più nessuno? Perché?
6) Il 4 maggio 1998 morirono in Vaticano Cédric Tornay, un alabardiere delle guardie svizzere, Alois Estermann, appena nominato suo comandante e sua moglie Gladys.

Non c’è che dire, durante il pontificato di Giovanni Paolo II ne sono successi di fatti curiosi…
Un pontificato cristallino.
Ma sì, subito santo. A forza di cercare vuoi che non salti fuori qualche altro miracolo?

Ecco il link:

Giovanni Paolo II, forse Santa Sede ha trovato il miracolo

http://it.news.yahoo.com/30012006/58/giovanni-paolo-ii-forse-santa-sede-trovato-miracolo.html

mercoledì, gennaio 25, 2006

Sua Presenza colpisce ancora


Ciao,
mio malgrado non resisto alla tentazione di commentare le solite uscite di Sua Presenza Camillo Ruini. Ho letto la sua prolusione in occasione del “Consiglio permanente” della CEI, che sta avendo luogo in questi giorni. Chi fosse interessato può leggere l’intero testo sul sito della CEI. Si conferma che i professionisti delle anime pensano soprattutto a sé stessi: al primo punto c’è il “saluto, deferente, affettuoso e grato” al più alto in grado, cioè il Papa, con 1662 parole; al secondo punto servono 1273 parole per commentare e riassumere il Papa-pensiero, già espresso in occasione della Giornata Mondiale della Pace; al terzo punto sono sufficienti appena 526 parole per liquidare con “un rapido sguardo” la situazione internazionale; ma al quarto punto, inevitabile come la morte e puntuale come una rata, ci sono 902 parole di commento riguardo il clima politico “nel nostro paese”. Di queste, 101, quelle di seguito riportate, servono a sottolineare l’inutilità delle restanti 801:
“In vista del prossimo appuntamento elettorale confermiamo in primo luogo quella linea di non coinvolgerci, come Chiesa e quindi come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito, linea che non è frutto di indifferenza o di disimpegno, ma di rispetto della legittima autonomia della politica e ancor prima della genuina natura e missione della Chiesa (cfr Gaudium et spes, 76). Nell’attuale situazione italiana anche con questo atteggiamento intendiamo inoltre contribuire a quel rasserenamento del clima e a quella concordia sui valori e gli interessi fondamentali della nazione di cui si avverte acutamente il bisogno.”
Ricorderei a Ruini che il suo paese si chiama “Stato del Vaticano” ed ha confini geografici e politici ben precisi. Il nostro è l’Italia, che di farabutti è già pregna. Fortunatamente per noi un Santo di nome Camillo già esiste, e la carriera Papale è sfumata. Forse è per questo che per cercare di rendersi immortale ricorre a queste dichiarazioni. Certo che, in periodo pre-elettorale, in Italia cerchiamo di non farci mancare proprio nulla, estendendo la par condicio anche ai politici ed ai partiti stranieri.

venerdì, gennaio 20, 2006

Altro che Asimov...

Ciao,
avete fatto caso che da qualche anno si parla pochissimo di MAFIA?
Saltuariamente ci informano delle vicissitudini prostatiche di Provenzano: in pratica sappiamo come è fatto dentro, ma non che faccia abbia.
Riina non fa più notizia: ma chi ci crede che fosse lui il capo?
Per contro CAMORRA, ‘NDRANGHETA, e compagnia bella sembrano imperversare.
Si potrebbe supporre, così per gioco, che:


a) La MAFIA non esiste, non è mai esistita: tesi sostenuta soprattutto dai mafiosi stessi.


b) La MAFIA è stata sconfitta e quindi non è più un problema.


c) La MAFIA esiste, ma è diventata ONLUS ed aiuta i bisognosi.


d) La MAFIA continua a fare quel che ha sempre fatto ma le notizie vengono censurate.


e) La MAFIA non ha più bisogno di ricorrere a certi mezzi per imporre le proprie regole.


Certo che, così per ipotesi e tanto per scherzare, se un mafioso un giorno andasse al governo potrebbe verificarsi che di MAFIA non si parlerebbe più né sui giornali, né in televisione; invece, presumibilmente, verrebbero perseguitate le organizzazioni concorrenti. Ma, soprattutto, che bisogno ci sarebbe di ammazzare la gente per affermare un potere già legalmente detenuto?


Ma naturalmente questa è fantascienza…


giovedì, gennaio 12, 2006

E' iniziata la campagna elettorale: più sacrifici per tutti!


Ciao,

ecco due notizie recuperate in questi ultimi giorni.

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - Per il contratto con gli italiani firmato a 'Porta a Porta', Silvio Berlusconi dovra' comparire davanti a un giudice di pace . A citarlo in giudizio e' stata una pensionata di 78 anni di San Cesareo (Roma) che non ha visto aumentare la propria pensione a 516 euro cosi' come promesso dal presidente del Consiglio. Anzi, se l'e' vista ribassare. Il premier e' stato invitato a comparire per il 28 febbraio. Come testi sono stati citati il conduttore tv Bruno Vespa e il ministro Maroni.

(http://it.news.yahoo.com/05012006/2/pensionata-cita-premier.html)

(ANSA)-ROMA,11 GEN-Il consiglio di presidenza del Senato ha deciso di non applicare il taglio del 10% previsto in Finanziaria a liquidazioni e pensioni dei senatori .La decisione, a quanto si apprende da ambienti della presidenza di Palazzo Madama, e' stata presa con il solo voto contrario del presidente Marcello Pera e le astensioni del vice presidente Domenico Fisichella e del Questore Franco Servello.

(http://it.news.yahoo.com/11012006/2/senato-taglio-10-senatori.html)

Ogni commento è superfluo.

lunedì, gennaio 02, 2006

Un maggiordomo strapagato

Ciao,
quasi sette anni or sono, in una delle residenze più antiche e prestigiose di Roma, si ricercava un maggiordomo. I requisiti richiesti erano: nome altisonante, statura non troppo elevata, età non più giovane (perché ispira simpatia), e naturalmente spiccato senso del servilismo. I suoi doveri sarebbero stati di tenere pulita la residenza, viaggiare, tenere discorsi retorici e spesso noiosi, presenziare a cerimonie di vario tipo, ma nello stesso tempo cercare di apparire il meno possibile nelle occasioni importanti. La retribuzione era garantita ai massimi livelli della categoria. Nessuno, tra coloro che in precedenza avevano avuto questo incarico, aveva dimostrato di possedere tutti i requisiti richiesti, per cui non si pensava di poter trovare il candidato ideale.
Invece, si presentò un signore sulla settantina, dal doppio nome di battesimo, sposato, non alto, che, a quanto si affermava sul suo curriculum vitae, per anni aveva servito e difeso con devozione e perseveranza gli interessi di coloro che custodivano e vigilavano sul tesoro di un intero popolo. Compito non facile, visto che il suo successore in tale ruolo è naufragato tra gli scogli degli scandali e delle polemiche, ma questa è un’altra storia…
Torniamo a noi. Il nostro candidato superò tutti i colloqui e fu assunto in pianta stabile con contratto (rinnovabile) della durata di sette anni. Si trasferì con la sua signora nella nuova residenza e iniziò la sua avventura. Il Padrone (chiunque egli fosse) fu sempre soddisfatto di lui: una persona discreta e fidata - così diceva il Padrone – che sente ma non ascolta, e che raramente, ma solo per una questione di forma, ha esternato la sua opinione.
Tutti vorrebbero un maggiordomo così. Ed infatti tutti ne parlano bene, le sue referenze sono ottime, ed il suo contratto sta per scadere. Il suo futuro Padrone (chiunque egli sarà) non potrà che esserne soddisfatto.
Anche il migliore dei servitori, però, è un essere umano che invecchiando, perde colpi.
Recentemente, attanagliato dal timore di non esser più all’altezza del proprio compito, si è lasciato andare ad uno sperticato autoelogio nel tentativo di meritarsi il rinnovo del contratto. Tutti hanno avuto l’impressione di vedere in lui il suo attuale Padrone, che in questo campo è sicuramente il migliore. Come si dice: il cane dopo un po’ tende ad essere simile al padrone…Il Padrone però non gradisce le imitazioni di sé stesso: o meglio, come il Dio del Corano ha proibito qualunque sua rappresentazione (che non abbia espressamente autorizzato).
Il giorno successivo il maggiordomo, credendo di compiacere il Padrone, ha filosofeggiato di guerra e di pace, introducendo il concetto di guerra guerreggiata. Evidentemente deve perciò esistere anche una condizione di guerra non guerreggiata: può essa identificarsi con la pace? Ma allora la guerra guerreggiata non potrebbe essere definita più semplicemente guerra? Il dibattito è aperto, in attesa di chiarimenti, Padrone permettendo, da parte del nostro maggiordomo. Nostro, si perché, dopotutto, siamo noi che lo paghiamo per dire queste fesserie.

In futuro cerchiamo di essere più attenti a chi ci mettiamo dentro casa.


lunedì, dicembre 12, 2005

Buon compleanno!


Grazie a te ora siamo una vera famiglia,

grazie a te un sorriso non manca mai,

grazie a te si dorme molto meno,

grazie a te siamo più felici;

ma soprattutto, grazie a te.

Buon compleanno, Federico!

lunedì, novembre 28, 2005

Il significato delle parole

Ciao,

questo post è molto difficile da scrivere. Ho provato, riletto, aspettato, riflettuto e cancellato. Ora ho deciso di provarci così, sperando di non offendere la sensibilità di alcuno. Questa premessa mi è sembrata quanto mai opportuna data la delicatezza dell'argomento.

Spesso si parla di prevenzione. Anche ieri, in occasione del 40° anniversario dell'AIRC, quando tutti siamo stati chiamati a contribuire per finanziare la Ricerca. Ma di questo parlerò in futuro.

Cosa significa prevenzione? Leggo dal vocabolario:"Prevenire: impedire che qualcosa avvenga o si manifesti, provvedendo adeguadamente in anticipo."


Considerando questa definizione mi vengono da fare alcune considerazioni:

La prima sembra banale: per prevenire un effetto occorre conoscerne con certezza la causa.

La seconda sembra ancora più ovvia: la suddetta causa deve essere eliminata o evitata, prima che determini l'inevitabile effetto.

Bene. Ora proviamo ad applicare questi concetti alla prevenzione della Malattia.

Cosa causa con certezza il tumore? Non lo sappiamo. Ci sono moltissime cause potenziali: il fumo, le radiazioni, alcune sostanze, certi stili di vita, etc.

Cause potenziali: vale a dire che possono deteminare un effetto oppure no, ed il perchè lo ignoriamo.

Possiamo almeno evitare o eliminare tali cause potenziali? No. Possiamo non fumare, ma esiste il fumo passivo. Siamo sempre e comunque bersaglio di vari tipi di radiazioni senza nemmeno saperlo: una cucina domestica corredata di frigorifero, lavapiatti, forno e lavatrice è in questo senso un luogo terribile. Ma anche all'aperto esistono normalissime e naturali radiazioni. La benzina verde contiene benzene che è tra le sostanze potenzialmente più cancerogene che si conoscano. Potrei continuare...

Al momento attuale le nostre conoscenze non possono impedire la comparsa della Malattia, come la parola "prevenzione" potrebbe far intendere.

Ha senso parlare di prevenzione alla luce di queste considerazioni?

Chiamiamo le cose con il loro nome: la nostra unica possibilità è una diagnosi precoce. Dopodichè, è tutto da vedere.

Insomma, non sono molto d'accordo con coloro che ostentano paroloni, ottimismo e sicurezza per chiedere soldi.

Ho sentito proprio ieri il Prof. V. affermere che "Oggi esiste la certezza che il problema sarà risolto, anche se non è possibile dire quando".

Una frase attuale in ogni occasione, oggi come 40 anni fa'.

Sta di fatto che ancora oggi molte persone soffrono e muoiono senza nemmeno la soddisfazione di sapere cosa le uccide.

Vogliamo dire che è stato il destino? Almeno questa definizione è gratuita.

martedì, novembre 22, 2005

Ruini: ci fai o ci sei?

Ciao,

il nostro Parassita dei Poveri non perde occasione per mettersi in evidenza. Ho scaricato dal sito della C.E.I. la Prolusione da lui tenuta in occasione della 55a ASSEMBLEA GENERALE (Assisi, 14-18 novembre 2005) della stessa Conferenza Episcopale. Che dire? Si conferma che questo tipo di preti pensa innanzi tutto a sè stesso. Infatti i primi tre punti sono dedicati al Papa (I), al 40° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II (II), alla formazione al ministero presbiteriale (III), con un totale di 2761 parole. Al punto IV si parla ci Chiesa e salute con 467 parole: si sa, la salute prima di tutto...

Al punto V si spazia sui problemi del mondo: terremoti, guerre, terrorismo...e soprattutto le parole di Ruini che sono solo 635.

Per sottolineare, infine, che nè la Chiesa nè lui, interferiscono negli affari dello stato italiano, al punto VI compaiono 1177 parole sul panorama politico italiano.

Conclusioni: le lascio a voi perchè io, al contrario di Ruini, non trovo le parole.



martedì, novembre 08, 2005

Acqua o ponte?

Ciao,

è sufficiente conoscere qualcuno che viva nelle regioni italiane meridionali per sapere quanto sia grave il problema dell'approvvigionamento idrico, soprattutto durante il periodo estivo. Nei villaggi turistici l'acqua abbonda, mentre nelle case viene razionata. Sono evidentemente necessari importanti lavori di ristrutturazione della rete di distribuzione per portare l'acqua in tutte le case 24 ore al giorno. Chiediamo ai residenti se preferiscono l'acqua corrente o il ponte sullo stretto? Tu che risponderesti?

A proposito: http://it.news.yahoo.com/051025/26/3gchj.html


mercoledì, novembre 02, 2005

I parassiti dei poveri

Ciao,

quante volte sentiamo parlare dei grandi problemi del mondo: la fame, le malattie, la povertà, le guerre...

Riflettiamo: sono veri problemi?

La risposta è no.

La fame nel mondo: non c'è carenza di cibo, né di acqua. La gente muore di fame perchè non ha denaro per comprarli. Il denaro.

Le malattie: l'uomo ha vinto la battaglia contro la peste ed il vaiolo, poi ha compreso che le malattie potevano essere sfruttate meglio: l'AIDS ci doveva sterminare vent'anni fa', poi c'è stata la Mucca Pazza, infine la SARS ed ora l'Influenza dei Polli. Scommettiamo che tra qualche tempo arriverà qualcosa dal Sudamerica? Tutte malattie che forse, e sottolineo forse, uccidono solo nei paesi poveri, dove malnutrizione e condizioni igieniche vergognose predispongono le persone ad ammalarsi. Nei paesi ricchi servono a racimolare fondi, vendere vaccini di molto dubbia efficacia, e medicine. Per fare denaro. Il denaro.

La povertà: serve solo a definire la ricchezza. Più sono poveri quelli che ti circondano, più ti senti ricco. Basterebbe stampare più soldi e darne a chi non ne ha. Ragionamento sciocco? Non credo. Pensaci bene. Così non ci sarebbero più poveri, ma scomparirebbero anche i ricchi. Mi sa che questi ultimi non sarebbero d'accordo. E nemmeno coloro che fondano il loro business sulla miseria, come certe chiese: Ruini, che faresti tu senza i poveri? Ti toccherebbe andare a lavorare...Mica potresti campare più col nostro ottopermille. E come pagheresti l'ICI? Ti servirebbe il denaro. Il denaro.

Le guerre: vogliamo dirci che si combattono guerre giuste? Diciamocelo pure. Oppure vogliamo affrontare la realtà? Si combatte per il potere. E come si conquista il potere? Con il denaro sottratto agli altri. Il denaro. E chi lo detiene, il potere? Colui che combatte in prima linea? No. Lui manda gli altri in guerra, poi magari dice che non l'ha fatto apposta. Ancora il denaro.

Il denaro. Funziona così: perchè abbia valore è necessario che la maggioranza non ne abbia. E che creda che i problemi siano altri e irrisolvibili. Alcuni poi ti dicono di pregare perchè le cose vadano meglio: come se la colpa fosse di Dio.

Il denaro.


Missioni di pace o missioni di guerra?

Ciao,

per andare in missione di guerra servono armi e coraggio.

Per andare in missione di pace serve solo coraggio. Tanto coraggio.

Per andare in missione di guerra puoi trovare qualcuno che ti paghi.

In missione di pace no.

Ecco la differenza.

Ogni giorno, sullo stesso campo di battaglia, uomini si scontrano e muoiono.

Alcuni sono in missione di pace, altri sono in missione di guerra, altri ancora passavano lì per caso.

Dove sta la differenza?


venerdì, ottobre 28, 2005

Previsioni meteo: una scienza esatta?

Ciao,

in più di un'occasione mi è capitato di seguire le previsioni meteo del Colonnello Bonelli, il venerdì sera sul TG2.

Dopo aver previsto tempo sereno per il week end, conclude sempre con queste parole:"..Auguro a tutti un sereno week end..."

E' forse lui il primo a non fidarsi delle sue previsioni?

Mah...


mercoledì, ottobre 12, 2005

Solidarietà

Ciao,

uragani, terremoti, attentati, drogati, cardinali.

vorrei manifestare la mia solidarietà nei confronti delle persone che ne subiscono le conseguenze: penso a chi ha perso tutto (anche la vita) con il passaggio degli uragani a New Orleans, in Guatemala e dovunque altro; penso alle vittime del terremoto in Pakistan ed in tutto il mondo; penso a tutti coloro che si svegliano al mattino e ancora non sanno che inciamperanno in qualche bomba; penso, anche, agli operai di una grande azienda, i quali faticano ad arrivare alla fine del mese con uno stipendio che dipende, in definitiva, dalle decisioni di un cocainomane che molti compatiscono.

Meno male che c'è Ruini che pensa per noi e veglia su di noi.

Questo mi conforta molto, e sono certo che allevierà notevolmente il dolore di tutti coloro di cui sopra.

Ciascuno è libero di fare ciò che vuole della sua vita. Se la vita gliene da la possibilità. Alcuni (sicuramente troppi) si ritengono in diritto di fare ciò che vogliono della vita degli altri. Purtroppo la vita ha dato loro questa possibilità.

Togliamogliela.



martedì, ottobre 11, 2005

Signoraggio III

Ciao,

ringrazio Bruno per la segnalazione. Ho letto l'articolo e devo dire che non sono d'accordo su molti punti. Innanzi tutto le cifre: 5 miliardi di euro mi sembra una cifra troppo bassa per chiudere qui la faccenda, sempre che si chiuda. La moneta circolante è in quantità enormemente superiore ed il reddito da signoraggio è appena appena inferiore. In secondo luogo non sono affatto d'accordo sulla proposta di creare un fondo per gli investitori sfortunati o sprovveduti. Quei soldi sono in parte miei e voglio decidere io cosa farci: non vedo perchè restituirli a chi li aveva ed ha dimostrato di non saperli amministrare. Tutti, e voglio dire tutti, si devono prendere le proprie responsabilità. Il problema è che l'Adusbef è evidentemente sovvenzionata da risparmiatori falliti, i quali invece di tenersi i soldi (che evidentemente avevano, e quindi non mi si venga a parlare di povera gente gabbata dalle banche) pensavano di fare facili guadagni abboccando alle esche sapientemente preparate dagli squali del mercato finanziario.


lunedì, ottobre 03, 2005

Avviso

Ciao,
dal 2003 possiedo una Toyota Corolla 2.0 turbodiesel da 116 cavalli, di cui sono globalmente soddisfatto. E’ comoda, sufficientemente spaziosa e non da problemi, come in genere tutte le auto giapponesi. Inoltre consuma poco: se faccio attenzione il consumo si aggira tra i 23 e i 24 km/litro, cioè quasi 1000 km con il pieno. Se qualcuno sta pensando ad una nuova auto la tenga in considerazione. Ho solo un consiglio, peraltro rivolto solo agli amici di Roma: evitate ad ogni costo il concessionario ZEROCENTO. Uomo avvisato…

domenica, ottobre 02, 2005

Un vero genio

Ciao,
nel 1993 Kary Mullis vinse il premio Nobel per la Chimica. Inventò un procedimento divenuto famoso con il nome di PCR (Polymerase Chain Reaction). Grazie a lui è stato possibile oltrepassare nuove frontiere della scienza: tanto per fare un esempio banale il campionamento, l’analisi ed il confronto di campioni di DNA si fonda sulla PCR. Non si trattò della classica scoperta giunta a coronamento di anni di studi: fu piuttosto un’intuizione, un assemblaggio di conoscenze e tecniche già note. Qualcosa di semplice, ma geniale. Solo una mente creativa, curiosa e aperta avrebbe potuto escogitare la PCR. Il Professor Mullis è un personaggio completamente fuori dagli schemi, eppure si potrebbe certamente accostarlo al classico “scienziato pazzo”. Sicuramente è uno dei cervelli più geniali dei nostri giorni. Consiglio, a tutti coloro che non l’avessero già fatto, di leggere un suo vecchio libro: “Ballando nudi nel campo della mente” edito da Baldini & Castoldi. Si tratta di una lettura divertente, in cui si spiega che le cose non sempre stanno come si crede. Alcuni episodi che l’autore racconta sembrano alquanto improbabili, tuttavia lo scopo del libro, secondo me, non è di affermare verità incontestabili ma di incoraggiare ad affondare quelle contestabili. Come? Pensando con la propria testa. Buona lettura.

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