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giovedì, febbraio 19, 2009

Internet imbrigliata?

Ciao,

questo blog non è molto frequentato, ma comunque esiste e mi permette di riportare alcune riflessioni che ritengo di poter condividere. Si può essre d'accordo oppure no, in fondo si tratta solo di opinioni. Ecco, questo è il punto: la possibilità che tutti abbiamo, e dovremmo avere sempre garantita, di esprimere liberamente il nostro pensiero. Tutto questo è attualmente ancora possibile grazie alla rete. Tuttofabrodo ne è la testimonianza.

Se sei d'accordo con me, ti prego di leggere questo topic: mi sembra importante.

http://www.scambioetico.org/index.php?topic=563.0

Ho inviato una segnalazione in merito, anche al blog di Beppe Grillo. Forse a breve ne sapremo tutti di più


lunedì, giugno 18, 2007

Passato, presente, futuro


Ciao,
in passato ho studiato con impegno, e grazie all’aiuto ed alla pazienza di coloro che mi vogliono bene, ho centrato l’obiettivo di una prestigiosa laurea con lode. Chi ha studiato bene, mi dicevo, è preparato e stimato in ambito universitario non incontrerà difficoltà a trovare lavoro. Fu così infatti: rinunciai alla carriera universitaria, declinando l’invito dei miei professori. D’altra parte troppi anni ancora fra dottorati, gavetta, contratti capestro, sarebbero serviti per ottenere il posto di ricercatore. Ma questa è un’altra storia.
Lavoro ormai da parecchi anni, sempre per la stessa azienda. Periodi buoni, altri meno buoni, alcuni pessimi. Ho una famiglia. Ho una casa. Devo ritenermi felice e soddisfatto. E anche fortunato. Ma sono preoccupato. L’orizzonte non è limpido. Scure nubi si stanno avvicinando. La corda è tesa, quasi al limite, eppure, dall’altra parte, si continua a tirare.
L’euro è stato un brutto colpo per molti, un affare colossale per alcuni. Ci hanno tolto la pensione, poi il TFR, diritti che pensavamo certi, granitici. Banche, società di credito, assicurazioni, fanno a gara per aggiudicarsi il gruzzolo e, se va bene, solo il grosso degli interessi che frutterà. Se va male inventeranno una scusa, e resteremo senza nemmeno il classico tozzo di pane. Lavoriamo, ma lo stipendio resta quello. Aumenti? Non se ne parla. La ripresa economica del paese? Se ne parla. Da almeno dieci anni, a mesi alterni. Come il vaccino per l’AIDS e la cura per il cancro (ma anche questa è un’altra storia). Il lavoro è diventato un privilegio, il salario un optional. E si fatica sempre di più. Ora sappiamo di essere osservati, spiati, in qualche modo minacciati. Cambiamenti? Nessuno. Destra o sinistra? Ormai sono equivalenti, non c’è differenza: tutti tirano la corda. Si accusano l’un l’altro dichiarandosi amici della gente. Uno di loro ha ottenuto molto dal consenso nazionale: soldi, agevolazioni, celebrità, favori, ed una fedina penale meno sporca. In cambio ci ha dato alcuni delinquenti in parlamento, il grande fratello e Maria De Filippi. Il suo antagonista invece, non si sa cosa si sia preso e nemmeno cosa ci abbia dato. Forse lo capiremo guardandoci dietro. Ambedue, però, tirano la corda. Imperterriti. Non credo più nel voto, in questa pseudodemocrazia, utile solo per designare l’assegnazione di un ruolo, non per governare un paese.
Qualcuno di loro ha detto che la politica è in crisi. Mi ricorda il piromane che da al fuoco la colpa dell’incendio. Lui è uno di quelli che tira di più. Di nascosto, però. La corda è sempre più in tensione. Molte famiglie sono scivolate in un vortice che le lascia senza risorse tra uno stipendio ed il successivo. Tra poco toccherà ad altre. Prima o poi anche alla mia. E la corda? Si spezzerà, spero. Molti saranno decapitati dalla frustata dei due spezzoni. Agli altri dovremo pensare noi. E’ questione di tempo, ma credo che se non sarà la mia generazione, toccherà a quelli come mio figlio, fare pulizia e rimediare agli errori nostri e dei nostri padri. Serviranno mezzi drastici, purtroppo, poiché lo sporco accumulato nel Parlamento è molto ostinato. D’altra parte sono decenni che non si cambia nemmeno l’aria, lì dentro. Hanno provato a farci credere che pulizia fosse fatta, ma è evidente che hanno soltanto messo la polvere sotto il tappeto. Chi si ribella è un terrorista, dicono. Bene, allora è proprio dei terroristi che c’è bisogno. Adesso. Dobbiamo avere la forza ed il coraggio di tagliarla noi questa maledetta fune, prima che si spezzi da sé. Altrimenti domani sarà guerra civile e non voglio pensare alla fine che farà il sorriso del mio bambino.

venerdì, maggio 18, 2007

Dio



Ciao,
sono tempi difficili, questi. Ma non ci possiamo lamentare: i tempi facili non sono mai esistiti, mentre quelli difficilissimi si.
I politicanti, i potenti, i preti, il sistema. Chi ci crede può sempre sperare in Dio. La giustizia? No, quella non esiste. Casomai la vendetta…
Ma questo benedetto dio esiste oppure no? Fior di pensatori, filosofi e matematici hanno trascorso la propria vita nel tentativo di dimostrarne l’esistenza. Non sono riusciti a stabilirne neanche la necessità. Ma supponiamo pure che esista. Cosa potremmo dire di lui? Ammettiamo che abbia creato l’universo e quindi anche il nostro mondo. Certamente non si è rivelato all’umanità intera, altrimenti non avremmo quel coacervo di religioni che ci ritroviamo (a dire il vero molte di esse, sembrano proprio frutto di fantasie un po’ deviate…), ma tutti saremmo d’accordo nel credere nello stesso dio. Dunque dobbiamo ritenere che stia da qualche parte, magari osservando, magari occupandosi di altro: non ci è dato saperlo. Il punto secondo me è: interviene lui nella nostra vita, nelle vicende terrene? Se adottasse un criterio di giustizia ed equità, sicuramente no. Infatti, soprusi, crimini, delitti, sono all’ordine del giorno senza che alcuno dei colpevoli sia fulminato all’istante. E nemmeno a dire che i più deboli, coloro che subiscono, abbiano a godere di un qualsivoglia risarcimento. Possiamo ritenere con certezza che questo tipo di giustizia non fa parte del nostro mondo. Chiediamoci allora se possa intervenire secondo altri criteri. Ad esempio il criterio opposto. Per come vanno le cose è sicuramente da ritenersi più probabile, ma in tal caso la speranza e la fede non avrebbero alcun significato. L’unica alternativa ragionevole è la sua astensione da qualsiasi intervento. Miracoli compresi. E da uno scenario di questo genere deriverebbero una serie di considerazioni interessanti. Ad esempio, sarebbe vana ogni invocazione di intervento, ogni richiesta di grazia, ogni voto, ogni preghiera. Ma sarebbe impossibile anche distinguere tra bene e male, almeno secondo quella che dovrebbe essere l’interpretazione che lui ne avrebbe. Questo perché tra noi e lui non ci sarebbe mai stato alcun contatto. Ma in questo caso, come l’uomo ha potuto partorire l’idea di dio? E comunque, buoni o cattivi, saremmo tutti sullo stesso piano, di fronte a lui? Inoltre, sarà vero che le nostre azioni saranno sottoposte a giudizio? E a che scopo? In effetti l’esistenza di dio non presuppone affatto l’immortalità della nostra anima, ed il suo destino in base al comportamento durante la vita terrena. Questa sembra anzi una speranza dell’uomo, il quale teme la morte in quanto assoluta e definitiva. Tutto potrebbe esaurirsi allo scadere del tempo, al termine del ciclo vitale, semplicemente perché dio ha voluto che fosse così.
Nessuna, tra le grandi religioni, è capace di fornire risposte esaustive e convincenti. Alcune, al contrario, sostengono tesi assurde e paradossali, puntando sulla fede, a volte sulla credulità, altre persino sulla paura.
Nessuna, tra le grandi religioni, prende in considerazione la possibilità che le cose stiano come le ho esposte, perché in tal caso esse non avrebbero motivo di esistere.
Nessuna, tra le grandi religioni, è stata rivelata direttamente da dio a tutta l’umanità, quindi tutte ammettono una certa subdola forma di razzismo da parte di dio stesso.
Tutte le grandi religioni, chiamano o hanno chiamato, e sicuramente chiameranno di nuovo, i propri adepti, alle armi in nome di dio e della propria fede.
Tutte le grandi religioni ricorrono a dio per giustificare se stesse, nessuna esiste per giustificare dio.
Tutte le grandi religioni sono inutili (ma provvidenziali per coloro che le guidano).
Tutte le grandi religioni sono dannose.
La spiritualità, la fede, la sensibilità nei confronti del trascendente, sono proprietà dell’individuo, non della collettività. Credere o non credere non è una scelta, è un fatto che riguarda il singolo.Relativismo? Chiamatelo come volete, a me sembra giusto così e non ci vedo nulla di male. Forse perché non ho nulla da perderci.

martedì, dicembre 12, 2006

Buon compleanno!


A volte facciamo cose meravigliose: tu sei la migliore di tutte.

Auguri, Fede!

mercoledì, ottobre 25, 2006

Bilancio


Ciao,
dopo oltre un anno di attività del blog ho deciso di fare un bilancio degli argomenti trattati. In realtà alcuni post potevano rientrare in più categorie. In questi casi ho deciso nel modo che mi è sembrato più logico.






giovedì, ottobre 12, 2006

Un racconto

Ciao,

ho scritto un breve racconto.

Il suo cadavere giaceva quasi interamente sulla strada: la testa aveva colpito violentemente lo spigolo del marciapiede e lì era rimasta. Il sole aveva quasi squagliato l’asfalto. Il sangue era stato assorbito dal suolo come se fosse stato di terra. Restava solo una chiazza scura. Il motociclista che l’aveva investito era miracolosamente illeso, a parte qualche contusione guaribile in pochi giorni e l’incapacità di tornare in sella che non l’avrebbe più abbandonato. La giornata era sembrata sfortunata sin dall’inizio: lo spazzolino gli si era spezzato in mano mentre si sfregava i denti, poi il caffè bollente si era rovesciato ustionandogli il piede destro.


Ma lui era un ottimista, e non aveva colto quei segni come l’inizio della fine.


Mentre attendeva che il semaforo desse il via ai pedoni, una piccola distrazione: un alito di vento caldissimo sollevò il leggero e corto velo che proteggeva dagli sguardi le gambe della ragazza. Istintivamente si voltò, ma perse l’equilibrio. Fu la borsa del suo notebook ad ostacolare la folle corsa del centauro. Fu tutto molto rapido. Ebbe solo il tempo di comprendere quanto non fosse vero che prima di morire tutta la vita ti scorre davanti. Ma realizzò che stava per morire. Non ci fu neppure la possibilità di avere paura. Un colpo secco alla testa e poi stop. Era morto.


Ma lui era un ottimista e non si sarebbe lasciato spaventare comunque.


Quindi, lentamente, si rimise in piedi e ordinò una birra fresca nel bar all’angolo.


venerdì, marzo 10, 2006

Promemoria

Questo post è per me:

serve a rammentarmi quali negozi, ristoranti, etc non devo più frequentare.

EIDOS Via Appia Nuova 258, Roma

ZEROCENTO concessionaria e succursali Toyota, Roma


lunedì, dicembre 12, 2005

Buon compleanno!


Grazie a te ora siamo una vera famiglia,

grazie a te un sorriso non manca mai,

grazie a te si dorme molto meno,

grazie a te siamo più felici;

ma soprattutto, grazie a te.

Buon compleanno, Federico!

lunedì, ottobre 03, 2005

Avviso

Ciao,
dal 2003 possiedo una Toyota Corolla 2.0 turbodiesel da 116 cavalli, di cui sono globalmente soddisfatto. E’ comoda, sufficientemente spaziosa e non da problemi, come in genere tutte le auto giapponesi. Inoltre consuma poco: se faccio attenzione il consumo si aggira tra i 23 e i 24 km/litro, cioè quasi 1000 km con il pieno. Se qualcuno sta pensando ad una nuova auto la tenga in considerazione. Ho solo un consiglio, peraltro rivolto solo agli amici di Roma: evitate ad ogni costo il concessionario ZEROCENTO. Uomo avvisato…

giovedì, agosto 18, 2005

Soluzione


Ciao,
in effetti la domanda era diretta ad Alessandra per fare delle prove, in ogni caso mi sembra giusto pubblicare la risposta: si tratta del Ponte di Langlois (Arles) immortalato da Van Gogh. Questa versione (ne dipinse più di una) risale al 1888.

venerdì, agosto 12, 2005

Tuttofabrodo


Cosa ti ricorda?

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