venerdì, marzo 30, 2007

La Nota della cei

Ciao,

ho letto la famosa "nota della cei". Non voglio entrare nel merito di ciò che pensa la chiesa: esiste la libertà di pensiero (che, tra l'altro, la chiesa ha osteggiato a lungo nella sua storia...). Aggiungo inoltre che, a mio parere la chiesa, o qualunque altra autorità religiosa, ha il diritto di rivolgersi ai propri fedeli: esiste la libertà di parola.

Detto ciò, mi preme contestare i vescovi quando affermano di non avere "interessi politici da affermare": quando si tratta di eventi, congressi, incontri, presentazioni, conferenze inerenti la politica sono sempre seduti in prima fila, a volte sonnacchiosi, ma presenti (basta guardare i telegiornali).

Il punto precedente è tanto vero che, poche righe dopo, si trova il seguente passo: "Una parola impegnativa ci sentiamo di rivolgere specialmente ai cattolici che operano in ambito politico. Lo facciamo con l’insegnamento del Papa nella sua recente Esortazione apostolica post-sinodale Sacramentum Caritatis: «i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana», tra i quali rientra «la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna» (n. 83)." Ovviamente il "non abbiamo interessi politici da affermare" a questo punto è chiaramente una falsità. A questo proposito ricordo qualcosa che suona più o meno così: Non dire falsa testimonianza...

Ma andiamo avanti: "In particolare ricordiamo l’affermazione precisa della Congregazione per la Dottrina della Fede, secondo cui, nel caso di «un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge» (Considerazioni della Congregazione per la Dottrina della Fede circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 3 giugno 2003, n. 10)."

Mi pare evidente che quando ci si rivolge non a tutti i fedeli, ma solo ad alcuni, più influenti degli altri, affinchè decidano per tutti, si stia esagerando. Questo è intollerabile. La chiesa parli pure liberamente, ma non si azzardi a suggerire, nè tantmeno ad imporre ai politici credenti come votare all'interno del parlamento di un'altra nazione. Non mi pare nemmeno tanto casuale il riferimento alle fiamme eterne dell'inferno di paparazzy di pochi giorni or sono: mi sa tanto di minaccia...

E ancora: "Il fedele cristiano è tenuto a formare la propria coscienza confrontandosi seriamente con l’insegnamento del Magistero e pertanto non «può appellarsi al principio del pluralismo e dell’autonomia dei laici in politica, favorendo soluzioni che compromettano o che attenuino la salvaguardia delle esigenze etiche fondamentali per il bene comune della società» (Nota dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002, n. 5)."

In conclusione, trovo assolutamente amorale il comportamento della chiesa. Non so se le cose potrebbero migliorare, tuttavia spero presto di aggiungere nuovi francobolli alla mia collezione di sedi vacanti.



giovedì, marzo 29, 2007

Di male in peggio

Ciao,

Nei giorni 26-29 marzo 2007 si svolge il consiglio permanente della CEI. Dal sito della chiesa cattolica italiana è possibile scaricare sia la prolusione del nuovo presidente della CEI (Sig. Bagnasco), sia la nota della stessa CEI che si riferisce ai cosiddetti DICO. In questo post mi occuperò del primo documento.

Rispetto alla gestione precedente (Sig. Ruini), poche cose sono cambiate e comunque in peggio.

Si conferma che la chiesa pensa innanzi tutto a se stessa: al punto 7 si riassumono brevemente i temi che più le sono cari, e cioè nell'ordine: "la promozione e la tutela della fede e dei costumi, la traduzione dei libri liturgici, la promozione e la formazione delle vocazioni sacerdotali, la messa a punto dei sussidi per la catechesi, la promozione e la tutela delle università cattoliche e di altre istituzioni educative, l’impegno ecumenico, i rapporti con le autorità civili, la difesa della vita umana, della pace, dei diritti umani, anche perché vengano tutelati dalla legislazione civile, la promozione della giustizia sociale, l’uso dei mezzi di comunicazione sociale." Vale a dire prima la chiesa, poi la gente. Mi pare corretto ricordare che questi signori perseguono tali scopi grazie ai soldi che chiedono (estorcono?) ai cittadini con l'ottopermille. E fino qui nulla di diverso rispetto al passato.

Al punto 11 il Sig. Bagnasco ci riserva una vera chicca: "Il Magistero della Chiesa, pertanto, è servizio all’uomo che vive i vari e complessi ambiti dell’esistenza. Questo irrinunciabile servizio viene offerto a tutti i cattolici con grande fiducia nella forza della grazia. Ma poiché ha a cuore l’umanità intera, la Chiesa a tutti si rivolge cosciente del dono ricevuto per il bene di tutti, riconoscendo cioè di essere “esperta in umanità”, come disse Paolo VI davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite (il 4 ottobre 1965). Tale esperienza non è presunzione, ma deriva – oltre che dalla rivelazione del suo Signore e Maestro – anche dal credere alla forza della ragione come capacità del vero, da duemila anni di storia, nonché dall’incontro con la ricchezza di innumerevoli culture. È questo crogiuolo che ha dato origine a quella civiltà umanistica che, nonostante incoerenze ed errori, l’Italia e l’Europa conoscono, e che costituisce il fondo dell’ethos del nostro popolo." Cioe' vuole farci credere che la chiesa si basi sulla ragione nella ricerca del vero! Roba da scomunica... Quanto all'incontro con innumerevoli civiltà, forse era meglio dire scontro.

Tralascerei le citazioni teologiche, prive di qualsiasi implicazione pratica di cui il documento trabocca e citerei un'ultima frase: "La famiglia ha bisogno oggi di tutta la premura che la Chiesa − con la sua esperienza e la sua libertà − vi può riversare." A questo proposito avrei una domanda: visto che la chiesa tiene così tanto alla famiglia, cosa fa concretamente per essa? Forse, attraverso lo IOR, concede mutui a interesse zero per coloro che vorrebbero avere una casa? Oppure si ricorda delle famiglie solo per bussare cassa?

lunedì, marzo 12, 2007

La battuta dell'anno

Ciao,

Bagnasco sostituisce Ruini alla guida della CEI e fa subito capire di che pasta è fatto. Un prete che si lamenta della caccia alle streghe...

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200703articoli/19115girata.asp?


giovedì, marzo 01, 2007

Libri (2 - Tolkien)

Ciao,
non vedo cosa potrei aggiungere in poche righe a quanto è stato detto e scritto finora su “Il signore degli anelli” di Tolkien. D’altra parte non mi è possibile non citarlo, per cui proverò a dire la mia. Innanzi tutto un consiglio per chi non l’avesse ancora letto: leggete prima “Lo hobbit”, cronologicamente è la vicenda che precede ed introduce ai tre libri dell’opera maggiore e più celebre. Alcuni dei personaggi sono gli stessi e sarà più semplice comprenderne il carattere.
E’ un’opera fantasy certo, ma talmente credibile che sembra storica. Un tempo lontano, un luogo indefinito, battaglie epiche e cruente, eroi che vivono, lottano e finalmente muoiono. Sembra impossibile inventare un mondo così dettagliato e credibile, eppure Tolkien l’ha fatto così bene, che si fatica a crederlo finto. Un’idea della complessità e della profondità dell’universo Tolkeniano si può ricavare da “Il Silmarillion”, in cui si possono studiare (non mi viene termine più adatto) gli albori di questo fantastico mondo, le genealogie dei protagonisti e molto altro.Grazie Tolkien è tutto ciò che posso dire.

martedì, febbraio 13, 2007

Il clima

Ciao,

si fa un gran parlare di come e quanto il clima stia cambiando. Procediamo con ordine. Il clima cambia? Si, è vero. Però è altrettanto vero che cambia in continuazione, più o meno da quando esiste il nostro pianeta. E di questo esistono solide prove, basta cercarle. Si tratta dunque di un fenomeno naturale. Ma, si dice, quello che sta accadendo oggi non ha precedenti: il cambiamento è troppo veloce e porterà tra 50 o 70 anni alla desertificazione delle zone mediterranee, all'innalzamento del livello del mare, etc. Ma è vero tutto ciò? A tal proposito ho alcune cose da dire. Da rilievi tramite carotaggi effettuati in Groenlandia è emerso che variazioni climatiche improvvise e di notevole entità si sono verificate piuttosto spesso negli ultimi milioni di anni, solo che i catastrofisti non erano presenti per rilevarle. Inoltre, per concludere, mi chiedo come siano possibili previsioni sulle variazioni climatiche a 50 anni, quando non si riesce ad avere una previsione meteo attendibile a tre giorni.

Come in molti altri casi, chi grida "Al lupo" cerca facili guadagni...

http://www.galileo2001.it/materiali/documenti/Franco_Battaglia/05_09_20_battaglia.php


giovedì, febbraio 08, 2007

Il basilico è pericoloso?


Ciao,
ti piace il pesto alla genovese, vero? Come tutte le cose buone però, esiste un rovescio della medaglia. Nel 2001 è stato pubblicato un articolo sulla rivista scientifica J. Agric. Food Chem. (2001, 49, 517-521) da alcuni scienziati italiani. L’articolo è facilmente reperibile sul web (provate a ricercare le parole “Ocimum basilicum genovese gigante”).
Lo studio ha esaminato, in particolare, una varietà di basilico denominata Genovese Gigante, la quale sembra essere la più largamente impiegata per la produzione del celebre pesto, grazie alle sue qualità organolettiche. Anzi, le foglie provenienti dalle piantine più giovani sembrano le più ricercate. Gli autori hanno messo in relazione il contenuto di metileugenolo nell’olio essenziale estratto dalle piante studiate, con l’altezza (e quindi l’età) delle piantine stesse. I risultati dimostrano che il metileugenolo è il principale componente dell’olio essenziale ottenuto da foglie prelevate da piantine non più alte di 10 cm. Quando la pianta è più alta, la quantità di metileugenolo decresce.


Metileugenolo

Ma cos’è il metileugenolo? E’ una sostanza probabilmente derivata per via enzimatica dall’eugenolo, anch’esso presente nell’olio essenziale, estratto dalle foglie di basilico. Ma a noi interessa il metileugenolo, in quanto ritenuto cancerogeno secondo studi effettuati sugli animali. In una porzione di pesto, preparato con giovani piante di Genovese Gigante, la quantità di metileugenolo si può considerare non trascurabile, e quindi, gli autori dell’articolo auspicano che si utilizzino piante mature, e non giovani, per la preparazione del pesto alla genovese. Ci facciamo due spaghetti alla carbonara stasera?



mercoledì, febbraio 07, 2007

I buffoni della politica

Ciao,
sono infuriato, sono indignato, ma sono sincero. I nostri buffoni non fanno ridere, non l’hanno mai fatto. Sono maschere tragiche, che nessuno indosserebbe a carnevale. A ragione. Sarebbe pericoloso camuffarsi da Berlusconi: potresti essere catturato dai comunisti o ucciso da un sicario assoldato dalla seconda moglie. Se ti travesti da Pannella saresti costretto al digiuno fino al mercoledì delle ceneri: niente frappe. La maschera di Buttiglione ti confinerebbe a Cartoonia per il resto della vita. Con le facce di Amato, Prodi e Mastella verresti linciato per strada dai Power Rangers o da un Uomo Ragno panciuto. Un Califfo (non si sa se quello vero) arrapato può essere pericoloso per una Melandri in gonna e parrucca. Stanno macchinando un atroce scherzo di carnevale. Alla faccia di Filippo Raciti. Anzi, grazie a lui ed alla sua morte. Non sono migliori dei suoi assassini. Sono vampiri che stanno succhiando denari da questa storia. Senza bisogno dei denti finti: hanno quelli veri, loro.
La storia è arcinota: FUORI dallo stadio di Catania si è svolta la Battaglia omonima. Filippo Raciti è morto. Assassinato. Si sta cercando l’omicida. Ma il vero colpevole è stato già individuato dai nostri buffoni: è lo stadio. Non è a norma, e quindi è tutta colpa sua. Non di chi non l’ha adeguato, non di chi ha concesso deroghe, non di delinquenti inferociti. Lo arresteranno? Lo processeranno? Lo condanneranno? Lo imprigioneranno?
No. Niente di tutto questo. Gli regaleranno un bel lifting. A spese nostre naturalmente. E loro ci faranno la cresta, come fanno sempre.
Sebbene gli scontri con le forze dell’ordine avvengano generalmente fuori dagli stadi, a margine di un evento sportivo che funge chiaramente da pretesto, ci dicono che il problema è la sicurezza negli stadi (cioè all’interno di essi). E’ scandaloso e falso e lo possono verificare tutti. A che serve identificare chi entra allo stadio se i delinquenti aspettano fuori? Se lo stadio di Catania avesse avuto i tornelli, la battaglia si sarebbe evitata? Negli stadi si possono verificare risse, è vero. Ma gli episodi più gravi nascono fuori: chi permette l’ingresso di motorini sugli spalti? E i razzi chi li fa entrare?
Il nostro è un problema di educazione e di cultura, ma i buffoni non hanno interesse a risolverlo, anzi. Un popolo ignorante e rozzo è più facile da prendere in giro, come in questo caso. Per loro il problema è un altro: i soldi. Da quanto tempo si dice che dobbiamo rifare gli stadi? Ecco, questa è un’occasione da non farsi scappare, anche perché in caso contrario si rischia di perdere l’organizzazione dei campionati europei del 2012 (principale preoccupazione di Pancalli dopo i fatti di Catania). Rifare gli stadi per i mondiali del 1990 costò al paese cifre da capogiro, servite più che altro ad arricchire i buffoni di allora. I presidenti dei grandi club e gli abbonati non vogliono gli stadi vuoti: perderebbero soldi. Le televisioni (e quindi anche Berlusconi) non vogliono che il calcio si fermi: perderebbero soldi. E quindi? Quindi tutto tornerà come prima, dopo qualche giorno di digiuno purificatore. In tutto ciò, ho apprezzato Matarrese quando se l’è fatta addosso. Chiaramente è stata una gaffe involontaria: gli scappava e non ha saputo trattenerla. Cosa? La verità. E’ stato l’unico che abbia detto come stanno veramente le cose, ed i suoi colleghi buffoni avrebbero voluto ammazzarlo. Sul serio. Perché non li ammazziamo noi?

lunedì, febbraio 05, 2007

La Battaglia di Catania

Ciao,
in questi giorni piangiamo tutti la scomparsa di Filippo Raciti durante la Battaglia di Catania. E sempre in questi giorni ho sentito tante di quelle corbellerie sull’argomento, che mi sento costretto ad intervenire con questo post.
Catania è una piazza calda, come hanno confermato molti ex-calciatori che vi hanno trascorso parte della loro carriera. Tuttavia, i fatti luttuosi di sabato sarebbero potuti accadere ovunque. Le scritte apparse sui muri di molte città italiane, costituiscono la prova che il campo di battaglia è esteso a tutto il territorio nazionale. C’è una guerra tra fazioni di colore diverso: da una parte c’è lo stato, dall’altra gruppi più o meno numerosi, più o meno organizzati, più o meno schierati politicamente, più o meno manipolati, ma comunque violenti e desiderosi di combattere la propria guerra. Non saprei come definirli, forse delinquenti, certamente non tifosi. Le ragioni di tanta ferocia possono essere diverse. Tra tutte, si parla di disagio sociale. Da cosa abbia origine questo disagio nessuno lo dice. I nostri politicanti si sono limitati ad esprimere cordoglio alla famiglia colpita, ed ad affermare che si è passato il limite e saranno attivati provvedimenti severissimi. Esattamente quanto detto e fatto pochi mesi or sono dal di allora ministro Pisanu. A quanto pare inutilmente. E non mi importa sapere se per deficienze dei provvedimenti o di chi avrebbe dovuto farli rispettare. A questo punto la domanda è: cosa dobbiamo aspettarci?
Ecco come la vedo io. La nostra società non è malata, come pure sento spesso dire. E’ decadente. Ci troviamo in una fase in cui diamo importanza all’effimero, all’apparenza, all’ostentazione. Non badiamo a come stanno le cose, ci interessa come sembrano. Curiamo la forma, non la sostanza. Ci interessa il successo come scopo finale, non come conseguenza di particolari meriti. I programmi televisivi propongono soprattutto modelli di questo tipo. E più sono idioti, più hanno successo. Speriamo di aver toccato il fondo con Frizzi e i cani dei vip. In questo contesto non abbiamo tempo né voglia di lavorare. Gli immigrati lo stanno facendo per noi: loro sono le formiche. Siamo troppo occupati a godere di quanto costruito dalle generazioni passate: noi siamo la cicala. Ma non può durare a lungo: finiremo come tutte le civiltà che si sono succedute nel corso della storia. Saremo spazzati via da altri che prenderanno il nostro posto. Ma anche loro, raggiunta una posizione dominante, si adagieranno e faranno la stessa fine. E’ nella natura dell’uomo. Come la violenza. Inutile negarlo, siamo animali violenti. Biologicamente si tratta di un eccesso di testosterone (ecco perché sono violenti soprattutto i maschi), che deve essere smaltito. Come? Mi vengono in mente due modi: il sesso e la violenza, il che significa procreazione e affermazione (intesa sia come affermazione di sé, sia come sopraffazione altrui). Ed in una società come quella che vedo io, la violenza e l’affermazione sono da preferirsi al sesso, che per inciso, non regala le scariche di adrenalina tipiche delle situazioni critiche e di pericolo. Ecco, la guerra urbana di Catania, molti crimini dei nostri giorni, persino il malgoverno dei nostri politicanti (che dopotutto fanno soltanto gli interessi di chi li controlla), sono da ricondurre, secondo me, ad una pulsione irrefrenabile che mira all’affermazione e alla sopraffazione. I nostri padri, i nostri nonni avevano altro di cui occuparsi: due guerre mondiali e un ventennio di dittatura nel secolo scorso, con tutte le conseguenze che ne sono derivate.
In tutto ciò, sinceramente, credo che il calcio e lo sport siano eventi marginali. Chi li vuole tirare in ballo sta cercando un alibi: le partite di calcio sono un inciso via via meno importante nelle pagine dei quotidiani sportivi. A conferma di ciò, in una domenica senza partite tutte le trasmissioni che discutono di calcio sono andate regolarmente in onda. Probabilmente con dati di ascolto migliori del solito: meglio un morto che un bel tre a zero. Perché, come ho avuto modo dire in passato, è soltanto una questione di soldi. E sul calcio se ne fanno tanti. Per questo il mondo del calcio non può cambiare, né a causa del doping né a causa di dirigenti e arbitri corrotti, né a causa di episodi di violenza. Con enormi vantaggi per tutti coloro che ci stanno dentro: calciatori, allenatori, opinionisti, dirigenti e presidenti. Un esempio per tutti: il presidente del Catania sabato voleva mollare tutto, ma oggi ci ha già ripensato. Un’ultima riflessione, forse cinica, forse fuori luogo, forse in quel contesto io non sarei migliore. Non mi era mai capitato di vedere, a fronte di un crimine commesso in una terra con determinati problemi (di traffico, direbbe Benigni), tanta gente mettere la faccia di fronte ad un microfono, per manifestare la propria condanna. Vedremo se al prossimo morto ammazzato (di traffico) i catanesi saranno ugualmente disponibili oppure torneranno a dire:”Nienti sacciu”.

venerdì, febbraio 02, 2007

MARGHERITA MARIA ALACOQUE

Venerdì 30 maggio i cattolici festeggiano la ricorrenza del Sacro Cuore di Gesù.

Se vi pare che la successiva citazione abbia poco o nulla a che fare con ciò, domandatevi cosa ci sia da festeggiare.


Margherita Maria Alacoque - Vita scritta da lei stessa

"7 I. Trionfa sulle sue ripugnanze naturali con atti di eroismo
Ero talmente schifiltosa, che la minima sporcizia mi sconvolgeva lo stomaco. Lui mi rimproverò tanto su questo punto, che una volta, volendo pulire il vomi­to d'una malata, non riuscii a impedirmi di farlo con la lingua e di mangiarlo, dicendogli: "Se avessi mille corpi, mille amori, mille vite, io li immolerei per es­servi schiava". E allora trovai in quell'azione tali delizie, che avrei voluto trovarne di simili ogni gior­no, per imparare a vincermi, senza altro testimone che Dio. Ma la sua bontà, cui solo ero in debito di avermi dato la forza per dominarmi, non mancò di rendermi palese il piacere che quel gesto gli aveva procurato. Infatti, la notte successiva, se non mi sbaglio, mi tenne quasi due o tre ore con la bocca incollata sulla piaga del suo sacro Cuore, e mi sareb­be difficile esprimere ciò che provavo allora e gli ef­fetti che questa grazia produsse nella mia anima e nel mio cuore. Questo basta a spiegare le grandi bontà e misericordie riversate dal mio Dio su una creatura così miserabile. Tuttavia, Lui non voleva affatto attenuare la mia sensibilità né le mie grandi ripugnanze, sia per ono­rare quelle che Lui aveva voluto patire nel giardino degli Ulivi, sia per fornirmi strumenti di vittorie e umiliazioni. Ma, ahimè, io non sono sempre fedele e spesso cado! Era una cosa cui pareva prendere gu­sto, sia per confondere il mio orgoglio, sia per rafforzarmi nella diffidenza verso me stessa, mo­strandomi che senza di Lui potevo solo far male e avere continue cadute senza potermi risollevare. Al­lora quel sovrano Bene della mia anima veniva in mio soccorso e, come un buon padre, mi tendeva le braccia del suo amore, dicendomi: " Sai bene che non puoi nulla senza di me". Questo mi faceva scio­gliere di riconoscenza per la sua amorevole bontà e mi mettevo a piangere, vedendo che non si vendica­va dei miei peccati e delle mie continue infedeltà, ma m'inondava di eccessi d'amore con cui sembrava combattere le mie ingratitudini. Talvolta me le met­teva sotto gli occhi, insieme alla moltitudine delle sue grazie, e mi ritrovavo nell'impossibilità di par­largli se non con le lacrime agli occhi, soffrendo più di quanto riesco a riferire. Così quel divino Amore si divertiva con la sua indegna schiava. E una volta in cui ero stata colta da nausea mentre accudivo una malata che aveva la dissenteria, mi rimproverò così aspramente, che, per riparare a que­sta colpa, mi vidi costretta, mentre andavo a butta­re via ciò che quella aveva fatto, a bagnarvi a lungo la lingua dentro e a riempirmene la bocca. Avrei in­goiato tutto se Lui non mi avesse ricordato l'obbe­dienza, che non mi permetteva di mangiare nulla senza permesso. Dopodiché mi disse: " Sei davvero pazza a fare queste cose!". Io gli risposi: "O mio Si­gnore, lo faccio per farvi piacere e conquistare il vo­stro cuore divino, che spero non mi rifiuterete. Ma Voi, mio Signore, cosa non avete fatto per conqui­stare il cuore degli uomini e, nonostante ciò, loro ve lo rifiutano e molto spesso vi cacciano via". "E ve­ro, figlia mia, che il mio amore mi ha fatto sacrificare tutto per loro, senza esserne ricambiato. Ma io voglio che tu supplisca, per i meriti del mio sacro Cuore, alla loro ingratitudine".


martedì, gennaio 30, 2007

PACS: come volevasi dimostrare

Ciao,

con incredibile tempismo chiesa e stato (ho difficoltà a capire dove finisce una e inizia l'altro) si sono affrettati a confermare quanto ho sostenuto ieri. Che abbiano letto il blog???

I vescovi si sono riuniti per discutere delle leggi che il parlamento italiano deve o non deve approvare (ma non si tratta di ingerenza nei confronti dell'Italia, naturalmente...):

http://it.news.yahoo.com/30012007/58-56/pacs-dei-vescovi-ribadiscono-primato-matrimonio.html

Prodi e Napolitano (quest'ultimo sta cercando di fare peggio del suo predecessore) si sono inchinati al volere di santa romana chiesa (roba che neanche nel medioevo...):

http://it.news.yahoo.com/30012007/58-56/coppie-fatto-prodi-d-accordo-napolitano-ruolo-chiesa.html

Che schifo.

Vorrei chiedere a questi signori soltanto questo: perchè vi coprite il sedere, se poi andate in giro a volto scoperto?


lunedì, gennaio 29, 2007

PACS


Ciao,

si fa un gran parlare di PACS. Ma cosa significa esattamente? Si tratta di un acronimo che sta per PAtto Civile di Solidarietà. Queste parole, singolarmente, evocano concetti molto cari alla chiesa cattolica, la quale fonda proprio sulla solidarietà la sua campagna pubblicitaria (che, per inciso, è a spese dello stato italiano!) di raccolta dell'ottopermille. Eppure, queste tre paroline una dietro l'altra, provocano, senza soluzione di continuità, gravi ingerenze da parte del vaticano, nella vita politica e sociale del nostro paese. La chiesa sostiene il suo diritto a parlare di questi temi, chiarendo la propria posizione. Però lo fa sovente in riferimento alla stuazione italiana, e quasi mai rivolgendosi con la stessa forza, al resto del mondo. D'altra parte i nostri politicanti da quattro soldi (falsi), non hanno gli attributi per schierarsi apertamente su posizioni radicalmente opposte a quelle della chiesa. Infatti l'influenza delle prediche domenicali sugli elettori cattolici è ancora molto forte nel nostro paese, contrariamente a quanto si possa credere. Anzi, da questo punto di vista, l'Italia è certamente il paese "occidentale" più teocratico.

martedì, gennaio 23, 2007

Libri (4 - G. de Santillana- H. von Dechend)

Ciao,
oggi vorrei presentare un saggio veramente interessante: “Il mulino di Amleto” (Adelphi). Avete mai riflettuto sul significato di alcune storie che da tempi antichi sono state tramandate di generazione in generazione? Ogni popolo ha il suo mito, che non è, appunto, solo una storia da raccontare attorno al focolare. E’ un intero patrimonio culturale, l’insieme di tutte le conoscenze di quel popolo, è la sua stessa identità, è quanto di più prezioso esso possieda. Per questo è apparentemente solo una storia. Noi, oggi, abbiamo ormai quasi del tutto perduto gli strumenti o la chiave per decodificare i miti. I mezzi di comunicazione di cui attualmente disponiamo ci permettono un accesso facile ed immediato alle informazioni di cui abbiamo bisogno. Anticamente, in special modo prima che fosse inventata la scrittura, non era così. Certo, per una comprensione completa ed approfondita del testo occorre un background culturale che non tutti possono vantare (in special modo io), tuttavia anche il lettore comune riesce ad assimilare i concetti salienti, che, vi assicuro, sono davvero interessanti: gli antichi la sapevano davvero molto lunga…

lunedì, gennaio 22, 2007

Libri (1 - Schätzing)

Ciao,
con questo post vorrei iniziare a commentare, brevemente, alcuni libri.
Comincerei, tanto per essere attuale, con “Il diavolo nella cattedrale” di Franz Schätzing (Ed. Nord). Si tratta di un giallo ambientato nella città di Colonia all’epoca della costruzione del duomo. Siamo quindi in pieno medioevo. La vicenda si svolge in pochi giorni di settembre, ma più che la trama (che vagamente ricorda “Il nome della rosa”) è interessante soprattutto la ricostruzione storica della comunità cittadina. Un lavoro di ricerca di questo tipo avrebbe meritato, secondo me, un intreccio più originale. Per questo direi che questo romanzo non è all’altezza della precedente opera dello stesso autore: “Il quinto giorno”, in cui la fantasia di Schätzing ha dato sinora il meglio di sé.

martedì, dicembre 12, 2006

Buon compleanno!


A volte facciamo cose meravigliose: tu sei la migliore di tutte.

Auguri, Fede!

martedì, dicembre 05, 2006

Iraq

Ciao,

all'indomani del termine della missione italiana, mi permetto di fare un commento. In realtà sono stato tentato più volte di farlo prima, specialmente nel mese di novembre, a partire dal 2004, ma poi ho rinunciato.

Prima di tutto vorrei sapere perchè è stato necessario un intervento armato, perchè di questo, evidentemente, si è trattato. Nessuno mi dirà la verità, quindi tirerò ad indovinare. Gli americani ci hanno propinato la falsa storia delle armi di distruzione di massa, sapendo bene che non se ne sarebbero trovate. Lo so che una scusa deve innanzi tutto essere plausibile e questa non lo è, ma che ci posso fare se chi l'ha ideata è stato poco lungimirante? Allora forse lo scopo (segreto?) della guerra era di rovesciare il regime di Saddam, ritenuto, senza prove, un sostenitore di Al Qaeda e, non senza ragione, un oppressore del popolo iracheno. Forse. Ma se così fosse non sarebbe stato necessario inventare la scusa di cui sopra. Eppoi si deve dimostrare che le stesse forze della coalizione non opprimono gli iracheni. Oppure, dopo i fatti dell'11 settembre, comunque siano andate le cose quel giorno, si doveva fare qualcosa. E questo qualcosa si chiama guerra, non importa tanto, contro chi. Bisognava trovare una valvola di sfogo. L'Iraq era il bersaglio predestinato: c'era un cattivo (Saddam) consolidato e fortemente indebolito, il territorio era conosciuto fin dalla Guerra del Golfo del 1991. La scusa delle armi di distruzione di massa servì per salvare le apparenze ed ottenere il beneplacito dell'ONU.

E' vero, si invase anche l'Afghanistan, ma la situazione era differente. Anche lì c'era (forse) il cattivo Bin Laden (e anche i Talebani), ma si era ben consci che catturarlo sarebbe stato quasi impossibile: gli afghani sono tosti, come ben sanno gli ex-sovietici, e tra le montagne ci si nasconde bene.

Quindi, si diceva, attacchiamo i paesi canaglia (l'Iraq per primo) e acciuffiamo i cattivi. Però nessuno ha mai evidenziato legami così evidenti tra questi paesi e Al Qaeda, quanto quelli tra i Bush e Bin Laden.

Al momento, in Afghanistan stanno tornando i Talebani: a parte i morti e gli sciancati non è cambiato molto...

Ma torniamo all'Iraq. Come da copione, in poco tempo si arrivò a Baghdad: il 19 marzo 2003 iniziò la guerra, il 9 aprile fu abbattuta la statua di Saddam. Poi però le bugie iniziarono a venir fuori: le armi non c'erano e gli americani non si comportarono come una forza di liberazione. In effetti, fecero di tutto per indispettire, umiliare e maltrattare gli iracheni. Invece di ricercare l'appoggio della popolazione se la sono inimicata. E la ribellione ha preso piede. Oggi si inizia a parlare di sconfitta. Ma gli americani sono ancora lì. E se non se ne volessero andare? Potrebbe essere una strategia per essere presenti in una zona del mondo fondamentale per i loro interessi. Saranno contenti gli israeliani...

Noi, invece, siamo andati via. Alcuni dei nostri militari hanno messo da parte un bel gruzzoletto finanziato da tutti gli italiani. Altri non ci sono riusciti, ma almeno le loro famiglie non moriranno di fame.

Certo che, se stasera, bussando col fucile, si presentasse a casa mia un tizio in uniforme armato fino ai denti, farebbe non poca fatica a convincere me e la mia famiglia che è venuto a portare la pace...

Con questo non voglio denigrare nè tantomeno giudicare nessuno, ma non credo che alcun soldato, di qualunque nazionalità, in tutta coscienza ed onestà possa credere veramente di aver partecipato a questa campagna solo ed esclusivamente per fare del bene al popolo iracheno. Chi ha questo scopo, lo persegue senza armi, con molto coraggio, e, spesso, senza fortissimi incentivi in busta paga.

Letture consigliate: Thomas E. Ricks, "Il grande fiasco" (Longanesi)


lunedì, dicembre 04, 2006

Attenti a quei tre

Ciao,

alcuni esponenti della Rosa nel Pugno (Donatella Poretti, Cinzia Dato, Sandro Gozi) stanno lavorando per distruggere il sistema sanitario del nostro paese. Essi affermano che il cittadino deve avere accesso a tutte le informazioni possibili riguardo le terapie cui potrebbe essere sottoposto. E fin qui ci sto. Quindi- sostengono- deve essere concesso alla Case Farmaceutiche di veicolare al pubblico tali informazioni, riguardanti in particolar modo i farmaci etici, cioè quelli per i quali è obbligatoria la prescrizione medica. Come si può fare? Ma con la pubblicità, è ovvio. E qui non ci sto più. Vediamo perchè.

Negli USA è legale pubblicizzare i farmaci etici. Ecco cosa succede. Il cittadino, convintosi di essere malato, in realtà è solo rimbecillito e disorientato da una valanga di spot, chiede al medico una prescrizione per quello specifico farmaco, la ottiene e compra un farmaco spesso inutile, se non nocivo, ma sicuramente costoso, poichè i costi di marketing e pubblicità vengono scaricati su di lui. Gli USA sono il mercato più redditizio per l'industria farmaceutica proprio grazie a questo meccanismo. Da anni essa tenta inutilmente di scardinare anche il mercato europeo. Negli USA, le case farmaceutiche non pagano gli spot per fare informazione (altrimenti si potrebbero trovare nell'imbarazzante situazione di dover affermare che il tale farmaco della concorrenza è migliore del proprio), ma solo per farsi pubblicità ed incrementare le proprie vendite. Negli USA i farmaci possono costare anche dieci volte più che da noi, anche grazie ai costi delle faraoniche campagne pubblicitarie. Negli USA il sistema sanitario fa schifo, a tal punto che gli americani ci invidiano il nostro. Il nostro sistema sanitario delega ai medici la responsabilità di prescrivere i farmaci. Essi dovrebbero essere aggiornati, più dei cittadini, sulle caratteristiche dei farmaci in commercio. I medici sono competenti in materia (o almeno dovrebbero esserlo). Non ci si può laureare in medicina attraverso gli spot. Teniamocelo stretto, il nostro Servizio Sanitario, che poi così male non è. Se l'iniziativa di quei tre signori dovesse avere successo, il nostro Servizio Sanitario collasserebbe in poco tempo a causa di un repentino ed esagerato incremento del consumo di farmaci che sarebbero tra l'altro molto più cari.

Non è difficile indovinare che tipo di sponsor abbiano quei tre...


lunedì, novembre 27, 2006

La vecchia bagascia dai palloni d'oro

C'era una volta una vecchia bagascia a strisce e con la erre moscia. Da giovane sciorinava tocchettini e sculettamenti. Ora la si vede sempre adagiata su qualche soffice poltrona, come Jabba de Hutt. Ma le poltrone, si sa, non sono tutte uguali. Quindi vorrebbe provarle tutte. Durante la sua ricerca si diletta a biascicare sentenze, gelosa del suo passato e invidiosa del presente altrui.

"Come è possibile - ripete con quella cadenza che tanto ricorda il suo conterraneo ispettor Clouseau - che questo giovinotto sb(r)ighi in pochi minuti quelle p(r)atiche che io sb(r)ogliavo in un o(r)a e mezza di du(r)o lavo(r)o? Io ho tanto sudato pe(r) a(rr)iva(r)e ad esse(r)e l'unico galletto che ha avuto t(r)e palloni d'o(r)o. Sono tanti t(r)e. Pe(r) questo adesso sono cost(r)etto a ce(r)ca(r)e una polt(r)ona più comoda possibile. Ho anco(r)a dolo(r)e: i palloni d'o(r)o sono du(r)issimi!!! Dunque, chi c(r)ede di esse(r)e costui che p(r)etende di fa(r)e le cose meglio di me senza paga(r)e il fio di un pe(r)enne poste(r)io(r) dolo(r)e?"

Gli rispose il giovinotto:"Dici di essere un galletto, ma evacui, parli e covi come una gallina. Se ai tempi tuoi avessi agitato di meno il deretano, ora avresti il cervello più allenato, e non faresti, come invece fai, del tuo sputo minestra, nel piatto che ti nutrì quando nessuno ti voleva. Come è vero che i cuccioli, da grandi, somigliano ai lor padroni: tu mi ricordi il tuo, perciò altro che poltrona: torna nell'ovile!"


lunedì, novembre 20, 2006

Top Ten parte III

Ciao,
nel precedente post ho sostenuto che dobbiamo iniziare a ragionare sulle cause per le quali assumiamo i farmaci: le malattie. Consideriamo quindi la Top Ten già pubblicata e iniziamo dal primo posto. Ipercolesterolemia. Il famigerato e temutissimo colesterolo.
Il colesterolo è un normale costituente delle nostre cellule, di tutte le nostre cellule poiché è presente nelle loro pareti e serve per la produzione di numerose fondamentali molecole (ad esempio gli ormoni steroidei). La sua presenza nel nostro organismo è quindi non solo normale ma addirittura indispensabile: la sua assenza è incompatibile con la vita. Questo è talmente vero che esistono addirittura due vie che l’organismo può sfruttare per approvvigionarsene: a) Attraverso l’alimentazione (grassi di origine animale); b) Mediante un meccanismo di biosintesi che sfrutta altre sostanze.
Poiché il colesterolo (come tutti i grassi) non si scioglie in acqua, non potrebbe circolare liberamente nel sangue, senza l’aiuto di particolari proteine trasportatrici. Per semplificare dividiamole in due categorie (la realtà è un po’ più complicata, ma per il nostro scopo va bene così): HDL (dall’inglese High Density Lipoprotein) e LDL (Low Density Lipoprotein). Le prime trasportano il colesterolo dal fegato, che possiamo considerare come il magazzino centrale, a tutti i tessuti periferici che ne abbiano necessità. E’ questo quello che viene definito “colesterolo buono”; Le LDL, invece, compiono il tragitto inverso: riportano al fegato i grassi (colesterolo compreso) in eccesso negli altri tessuti. Questo è il “colesterolo cattivo”.
La teoria ufficiale sostiene che individui con elevati livelli di colesterolo, soprattutto quello veicolato dalle LDL, siano maggiormente a rischio per quanto riguarda l’accumulo di grassi all’interno delle pareti arteriose con la possibilità di successivo restringimento e irrigidimento. Inoltre aumenterebbe la possibilità di formazione di trombi. Infine si rischia l’infarto. Da qui la necessità di ridurre il livello del colesterolo nel sangue, sia attraverso la dieta, ma più comodamente tramite una pillola (magica?).

Diciamo subito una cosa, tanto per fare chiarezza. Non esiste alcuno studio scientifico, universalmente accettato, che dimostri inequivocabilmente un nesso di causalità tra elevati livelli di colesterolo nel sangue, e malattia cardiaca. L'ho sparata troppo grossa? Però è così. Davvero. Nella letteratura scientifica è possibile anzi, rinvenire studi che sembrerebbero dimostrare l’esatto contrario. L’efficacia dei farmaci (statine) ipocolesterolemizzanti nel proteggere la popolazione da infarti a ripetizione, è dimostrata esclusivamente dai trial clinici condotti dalle Aziende che li commercializzano, i cui risultati non sono soggetti ad alcun controllo prima che siano da esse elaborati. Certo, la teoria del complotto alla faccia della popolazione mondiale (o quasi) può sembrare un'enormità. Ma anche la cifra di dodicimiliardinovecentomilioni di dollari in un anno lo è. Non vi pare?


giovedì, novembre 16, 2006

Top Ten parte II

Ciao,

la seconda considerazione che farei è la seguente:

NESSUNO, ripeto, NESSUNO di questi farmaci è in grado di guarire chicchessia da qualsivoglia malanno. Sono medicine che vanno assunte con continuità (leggi: per tutta la vita) affinchè i loro effetti siano permanenti.

Possiamo quindi concludere che tali farmaci non servono a curare, per lo meno non nel senso in cui s'intende la risoluzione definitiva di un problema.

D'altra parte, se lo facessero, il loro consumo sarebbe più limitato, ma i profitti delle aziende produttrici ne risentirebbero pesantemente.

Il punto di questo ragionamento è che non bisogna riflettere sui farmaci.

Dobbiamo puntare l'attenzione sulle malattie. Alla prossima.


lunedì, novembre 13, 2006

Top Ten

Ciao,

è trascorso circa un anno dal mio post "Il significato delle parole". Oggi voglio tornare sull'argomento ed in futuro ci tornerò ancora.

Di seguito c'è la lista dei 10 farmaci che hanno fatturato di più nel 2005 in tutto il mondo (fonte: Forbes). Leggetela attentamente: dice un sacco di cose che a prima vista potrebbero sfuggire.

Iniziamo dalla prima: quale è secondo voi la malattia più grave e diffusa in questo momento, quella che tutti vorremmo debellare definitivamente, perchè, in un modo o nell'altro, ci ha comunque sfiorato nei nostri affetti? Si, proprio quella per cui tutti ci chiedono continuamente soldi per la ricerca.




Beh, nessuno di questi farmaci è utile contro di essa, nonostante la famigerata chemio sia costosissima.

Eppure, sono tantissimi i malati di cancro...


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