martedì, luglio 11, 2006

Seconda lezione di antropologia


Ciao,

sono di nuovo qui a parlare delle stesse cose già espresse nel post del 18 febbraio u.s. Il sig. Calderoli non ha fatto che confermare, attraverso le sue ultime esternazioni, la validità della teoria da me formulata nel post di cui sopra. L'intelligenza umana potenzialmente non ha limiti; la stupidità del sig. Calderoli nemmeno: cresce di giorno in giorno. Stavolta in un colpo solo ha insultato francesi, neri, musulmani e comunisti: praticamente quasi tutto il genere umano. Sarà invidia?

Fonte: http://www.centomovimenti.com/2006/luglio/10_calderoli.htm

lunedì, luglio 10, 2006

Campioni del mondo

Ciao,

l'Italia è Campione del mondo. L'ultima volta fu nel 1982: mi ricordo le partite vissute con gli amici, l'apprensione davanti al televisore, la partita contro il Brasile, la finale con la Germania, i brividi al fischio finale, Zoff che alza la Coppa, Bearzot portato in trionfo, Pertini in tribuna autorità...

Paolo Rossi aveva appena finito di scontare due anni di squalifica. Poi venne fuori la storia della combine circa la partita con il Camerun.

Stavolta non ho sofferto nè gioito. Non mi sono sentito coinvolto. Ho visto le partite dell'Italia come se non fossi italiano. Non sono riuscito a tifare. Mi sono fatto carico io della vergona che molti dei protagonisti, in campo e fuori, hanno celato così bene.

Della vittoria del 2006 ricorderò Lippi allenatore della Juventus che non sapeva nulla dei farmaci che i suoi calciatori assumevano negli spogliatoi e neglia alberghi; Lippi sfiorato dallo scandalo sulla GEA di cui suo figlio fa parte; ancora Lippi che sguazza in un sistema marcio e fetido, che però non si deve criticare e ce lo viene pure a dire.

Ricorderò Cannavaro e le sue doti di regista mentre riprende se stesso ed i suoi compagni di squadra mentre si iniettano nelle vene flebo prima di una finale di Coppa: "Questa è la prova che facciamo tutti schifo" disse; Cannavaro che rilascia interviste che poi deve ritrattare perchè voleva dire l'esatto contrario di ciò che ha detto; Cannavaro che spezza le gambe e corre più di Pantani in salita; Cannavaro che alza la Coppa.

Gattuso che rifiuta di sottoporsi ad un prelievo di sangue per l'esame antidoping dopo una partita di campionato; Gattuso che attribuisce i meriti della vittoria al marciume divenuto pubblico.

Del Piero che da anni è un ex giocatore, ma beve tanta acqua; Del Piero che per anni fu quasi immenso, poi l'infortunio e la sospensione della terapia: resta il dubbio se il declino sia dovuto al primo o all'altra. Del Piero che al processo per frode sportiva non ricordava.

Buffon con la maglia Boia chi molla; Buffon che scommette sulle partite.

Camoranesi che pur di giocare in nazionale non fa differenza tra Italia ed Argentina.

Materazzi il violento, Materazzi la vittima, Materazzi l'eroe.

Gli altri calciatori che non ho citato, che hanno partecipato in quanto professionisti convocati: non hanno saputo dire di no; li comprendo, in parte, ma hanno fatto parte del mucchio, si sono confusi con la melma.

Guido Rossi che supplica Lippi di non andare via.

Mastella che fa il ministro della giustizia e dice che i Campioni del mondo in serie B non è giustizia.

Per ultimi ci metto: Ghana, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Australia, Ucraina, Germania e Francia. Vi rendete conto contro chi avete perso?

Mi fermo qui.

Datemi una ragione per scendere in piazza con il tricolore.


giovedì, luglio 06, 2006

Una brutta parola

Ciao,

leggo dal dizionario Garzanti:

"CONSUMATORE: chi consuma un bene, un prodotto."

La maggior parte delle persone, come me, si ritrova inserito in questa categoria: i consumatori. Come se io tutto il giorno stessi lì a consumare, come un parassita. Diciamo invece che le persone che, come me, lavorano HANNO DIRITTO di usufrire di servizi e beni che pagano salati. I veri consumatori sono coloro che erodono (leggi consumano) la nostra pazienza. Speriamo che si sbrighino.


martedì, luglio 04, 2006

Cosa vorrei che la scuola insegnasse


Ciao,

questo è un post molto impegnativo. La scuola è fondamentale per la formazione e la maturazione dei ragazzi. I professori dovrebbero essere selezionati in base alla capacità di insegnare e di rapportarsi con gli studenti. E dovrebbero essere pagati quanto un chirurgo di fama, se sono bravi. Gli altri bisognerebbe cacciarli via: i danni che può fare un professore incompetente e/o impreparato e/o incapace sono gravissimi. Questo non è un mestiere come gli altri e non è adatto a tutti. Un bravo insegnante riesce a tenere viva l'attenzione e rende interessante lo studio. Ma la nostra scuola ha un ulteriore difetto, anch'esso gravissimo. Non insegna la materia più importante: il comportamento nella vita sociale. L'educazione civica è una disciplina largamente trascurata e sottovalutata dai programmi scolastici. Eppure se insegnassimo anche ai più piccoli valori come l'onestà, il rispetto delle regole, il significato delle leggi, ne deriverebbe, ne sono certo, un futuro più luminoso. Togliamo un'ora a Leopardi e diamola alle generazioni future, ne sarebbe felice anche lui.

lunedì, luglio 03, 2006

L'informazione

Ciao,

quando avevo circa 14 anni pensavo che mi sarebbe piaciuto fare il giornalista. Probabilmente avrei fallito completamente, perchè i giornalisti sono ormai estinti. Intendiamoci: la mia definizione di giornalista è: colui/ei che riporta i fatti. Un cronista insomma. Uno che, se proprio vuole dire anche la sua, lo fa, ma separando le proprie idee dai fatti. Credo proprio che questa figura non esista più. Curiosamente altri mestieri, seppure a fatica sopravvivono: l'arrotino, lo spazzacamini. Il giornalista no. Che i giornalisti siano tutti morti come i dinosauri? No. Si sono evoluti. Sono diventati opinionisti. Vengono pagati per esprimere un'opinione (che in molti casi, guarda un po', coincide con quella di chi li stipendia) sui fatti più disparati. Il loro pensiero sovrasta il fatto stesso, e diviene lui oggetto di discussione. Il fatto viene poi dimenticato, alla faccia della storia. Sembra che oggi avere un'opinione sia una professione (anche redditizia) e che solo alcuni, in quanto professionisti del ramo, possano vantare i titoli per esprimerla. Non è così: ricordiamocelo sempre. Non esistono opinioni giuste e sbagliate, proprio perchè di opinioni si tratta. E non occorre appartenere all'ordine dei giornalisti per averne una. Invece, è preferibile essere figlio di giornalisti per appartenere all'ordine. Sarà forse perchè papà non è giornalista, che ho scelto un'altra strada?


giovedì, giugno 08, 2006

Lettura consigliata

Ciao,

mi piacerebbe sapere quanti, tra capi di stato e primi ministri che muovono armate come se il mondo fosse un gigantesco risiko, hanno letto E.M. Remarque. Probabilmente la maggior parte di essi nemmeno sa chi sia e cosa abbia scritto.

Se non l'avete fatto, leggetelo. Per voi e per il mondo.

Chi manda soldati al fronte dovrebbe marciare in testa.


lunedì, maggio 29, 2006

Vuoi vedere che è tutta colpa Sua?

Ciao,

Paparazzingher si chiede perchè Dio non ha impedito lo sterminio degli ebrei nei campi di concentramento. E' esattamente ciò che lui dovrebbe essere in grado di spiegarci, come rappresentante di Dio in terra.

Troppo comodo, caro Razzy, sostenere l'impossibilità di conoscere il pensiero e la volontà divine in alcune occasioni, ed avere la pretesa di sapere cosa sia il giusto e sbagliato in altre. Troppo comodo, caro Razzy, chiedere a Dio di non permettere più certi abomini: siamo noi che dobbiamo impedirli. Se ti rivolgi a Lui così, lo accusi di negligenza, o per lo meno di omissione di soccorso. Ma chi credi di essere? Sei solo un papa.

E non mi venite a dire che sono anticlericale: è che non mi piacciono le fesserie!


venerdì, aprile 14, 2006

Non ne posso più (parte seconda)

Ciao,

a maggior ragione dopo aver letto qui viene da porsi una serie di domande, tra cui: ma perchè ci hanno tanto rotto le scatole con 'ste olimpiadi? E poi, visto che sono costate più di quanto hanno reso, chi paga la differenza? C'è un cetriolo che vola, speriamo non finisca nel solito posto...

http://it.news.yahoo.com/13042006/58-59/successo-olimpiadi-torino-riduce-deficit-circa-31-mln-toroc.html


giovedì, aprile 13, 2006

Altro che Asimov... (parte seconda)

Ciao,

quando scrissi il post "Altro che Asimov..." non immaginavo che potesse avere un seguito. Ma ora non posso fare a meno di considerare curioso che, nel giorno in cui cambia il governo, dopo oltre 40 anni di latitanza, ti vanno ad arrestare Provenzano Bernardo da Corleone. Intendiamoci: così per ipotesi e tanto per scherzare...


lunedì, aprile 10, 2006

Italiani: popolo di coglioni e rincoglioniti

Ciao,

siamo arrivati alla resa dei conti. C'è poco da ridere, però: un popolo che si divide tra coglioni e rincoglioniti non mi sembra un granchè. Ciascuno di noi sa a quale categoria appartiene. Forse era meglio non votare, così, tanto per sfuggire a queste scomode definizioni. In ogni caso chiunque vinca non distinguerà più tra gli uni e gli altri e baderà solo ai +*@zzi suoi.


venerdì, marzo 10, 2006

Promemoria

Questo post è per me:

serve a rammentarmi quali negozi, ristoranti, etc non devo più frequentare.

EIDOS Via Appia Nuova 258, Roma

ZEROCENTO concessionaria e succursali Toyota, Roma


lunedì, febbraio 20, 2006

E’ solo una questione di soldi

Ciao,
sono uno che non guadagna un centesimo col calcio e nemmeno lo spende, per il calcio. Per tanti motivi. Non ho Sky, non ho il digitale terrestre e non compro i quotidiani sportivi. Da qualche anno non vado allo stadio. Questo fa di me una persona professionalmente disinteressata, e quindi indipendente, nelle proprie opinioni.

Ecco la mia su quanto accaduto ieri.


Non è la prima volta, e non sarà nemmeno l’ultima, che un calciatore si fa male. Alcuni sono stati costretti a smettere, altri sono tornati in campo. Ovviamente io per primo auguro al Capitano una guarigione completa sia dal punto di vista fisico che psicologico. Come molti, mi sono chiesto se si è trattato di una fatalità o di un infortunio annunciato e inevitabile. In genere, in questi casi, si scatena una caccia al colpevole: gli arbitri, gli avversari, Spalletti addirittura, e finanche il Medico Sociale, sono stati chiamati in causa. La verità l’abbiamo vista tutti: Totti è caduto male. Se però vogliamo andare fino in fondo in questa analisi, bisogna avere il coraggio di farlo come si deve.
Nel nostro campionato giocano 20 squadre le quali, teoricamente dovrebbero concorrere per la conquista di un trofeo: chi fa più punti vince. Semplice. E invece no: perché guardando la classifica si vede come una (teoricamente due) compete per il trofeo (ma se è una sola con chi compete?), quattro lottano per i tre posti validi per accedere al più importante torneo d’Europa, segue un gruppo più o meno omogeneo di formazioni (mediocri), ed infine ci sono i predestinati alla retrocessione. E’ evidente che non possiamo definire tutto questo come un Campionato di serie A: è piuttosto un coacervo di compagini di livello estremamente differente. Perché? Ma è semplice, e questo è semplice sul serio: più squadre uguale più partite; più partite uguale più diritti televisivi, e quindi più sponsor e più soldi (per le società, soprattutto le più importanti in modo da perpetuare il circolo vizioso appena descritto). Ma anche: più partite uguale più trasmissioni televisive, più giornali venduti e più soldi (per opinionisti, giornalisti, ospiti presenzialisti e proprietarie di belle gambe). Alcuni degli effetti collaterali di questa situazione sono: a) il fronteggiarsi calciatori di serie A con calciatori (nel senso che danno calci) più o meno improvvisati; b): la necessità di rimanere aggrappati alla serie A in ogni modo (doping, gioco scorretto e/o violento con lo scopo di eliminare fisicamente l’avversario più pericoloso; c): mancanza di allenamento e maggiore probabilità di infortunarsi). In tale mondo ognuno fa il suo mestiere: Totti deve fare il Campione e altri faranno la loro: chi l’arbitro incompetente, chi il Bogoni (ve lo ricordate, vero?) della situazione, chi l’opinionista-banderuola, e chi il dopato innocente. E’ un gioco di ruolo in cui ciascuno ha una parte da interpretare, ma tutti, più o meno, ci guadagnano, tranne quelli che vi assistono (che poi sono quelli che ci mettono i soldi). In questo contesto, mi dispiace dirlo, ma lo penso veramente, la caviglia di Totti è un ottimo argomento di discussione: porterà a maggiore audience ed a vendere più copie. Se ne parlerà a lungo con forti guadagni per opinionisti, testate televisive e giornalistiche. In fondo in fondo, il mondo del pallone (in cui, badate bene, non includo tifosi e appassionati che lo alimentano con i propri soldi), con questa storia ci guadagnerà: pensate a quanti spunti di discussione da qui ai Mondiali e anche dopo, comunque andrà. Eh si, perché ormai da un pezzo il calcio ha cessato di essere uno sport, per trasformarsi in un argomento di discussione: le partite sono solo un pretesto.
Con rimpianto per i tempi di Ameri e Ciotti


sabato, febbraio 18, 2006

Lezione di Antropologia


Ciao,
tutti gli individui appartenenti alla razza umana sono più o meno diversi fra loro. Alcuni gruppi sono riconoscibili in base a caratteristiche esteticamente evidenti e macroscopiche, come il colore della pelle o la statura. E’ possibile, nell’ambito degli stessi gruppi, individuarne poi altri, ed altri ancora, che solo gli studiosi sono in grado di distinguere. Alcune caratteristiche dell’essere umano però, non sono tipiche di un gruppo etnico piuttosto che un altro, ma si ritrovano distribuite più o meno in modo uniforme: parlo, ad esempio, dell’intelligenza.
A tal proposito vorrei, in controtendenza, spezzare una lancia in favore del Sig. Calderoli. Egli costituisce una conferma a quanto precedentemente affermato: e cioè che la distribuzione dell’intelligenza è più o meno uniforme. Possiamo considerare tale distribuzione in un grafico che riporti sull’asse X gli tutti gli individui, e sull’asse Y il livello di intelligenza. In un sistema di questo tipo sono necessari, al fine di mantenere la media abbastanza costante, individui come il Sig. Calderoli: in caso contrario non si potrebbero giustificare i picchi corrispondenti a persone come Einstein, Planck, Riemann, Leonardo da Vinci e via dicendo.
Per concludere, l’intelligenza non è un merito, ma una dote. Non si può colpevolizzare una persona in quanto priva di una dote. E’ nostro dovere rispettare tutti, ed in particolare anche coloro che hanno contribuito alla carriera del sig. Calderoli, consapevoli del fatto che prima o poi qualcuno riporterà in media il livello intellettivo della razza umana.

Nella prossima lezione tratteremo il tema della bellezza estetica, che è fortemente legato a fattori culturali tipici dei singoli gruppi umani. Naturalmente, esistono importanti eccezioni che potremo definire di carattere universale. Ancora una volta il Sig. Calderoli ci aiuterà a comprendre appieno questo concetto.

giovedì, febbraio 09, 2006

Non ne posso più

Ciao,

eccheppallecostoTORINO2006!


mercoledì, febbraio 08, 2006

Democrazia: la conquista di un’illusione o l’illusione di una conquista?


Ciao,
a proposito di quanto sta succedendo tra Europa-Stati Uniti e mondo islamico ho qualche riflessione, anche di carattere più generale. Nessuna delle due culture accetterebbe in casa propria le regole dell’altra, eppure siamo andati in Iraq per imporre la “democrazia”. E’ giusto meravigliarsi se, una volta eliminato il feroce dittatore, la situazione è quella di un paese in cui governa il caos?
Letteralmente, democrazia, significa governo del popolo. Naturalmente, come tutte le forme di governo, è un’utopia, un traguardo irraggiungibile. La libertà, che dalla democrazia dovrebbe derivare, è un illusione che va conquistata a caro prezzo. La definirei “la conquista di un’illusione” e, di conseguenza, “l’illusione di una conquista”. Ma le conquiste non possono essere imposte: vanno raggiunte in prima persona. Quanto alle illusioni, ciascuno culla le proprie e le custodisce come può. Ogni popolo pensa e agisce in base alla propria storia, spesso senza farne tesoro. Penso agli Stati Uniti, che credono di esistere per contrapporsi al Male, ma lo ricercano solo in casa altrui, peraltro senza mai sconfiggerlo; penso ad Israele, patria di un popolo senza terra per millenni eppure unito e sempre perseguitato, che ora infligge ad altri la stessa pena; penso ai Palestinesi, che tale pena non vogliono subire, e che hanno un’occasione irripetibile per dare al mondo intero una lezione di civiltà con Hamas al governo se mai si raggiungesse la pace; penso in genere a tutti i musulmani che non tollerano, giustamente, che la loro illusione sia derisa in occidente; penso al Vaticano, che sempre ha tenuto in maggior considerazione il potere temporale rispetto a quello religioso, pur affermando ridicolmente l’opposto; penso all’Italia, sempre divisa in fazioni, granducati e comuni fin dai tempi di Roma, così come ora è divisa prima delle elezioni, perché è pur sempre meglio capeggiare una banda di tre elementi piuttosto che fare il vice in un’organizzazione di 1000 persone. E potrei continuare a lungo…
Non è sufficiente studiare la storia e le scienze per progredire: occorre innanzi tutto avere il coraggio di scrivere obiettivamente, ammettere i propri errori prima di quelli altrui, e tentare di cambiare i comportamenti che in passato tanto hanno nociuto. Purtroppo i nostri leader sono troppo occupati a riscrivere la storia del recente passato per occuparsi di quella futura.

“Homo homini lupus”
Plauto (Asinaria, v. 495)

lunedì, gennaio 30, 2006

Miracolo!

Ciao,
finalmente una buona notizia. Anche da morto Giovanni Paolo II è in grado di fare miracoli (il che è in effetti un eresia: solo Dio li può fare, ma è un dettaglio). Il fatto strano è che non sono considerati abbastanza straordinari i “miracoli” accaduti durante il suo pontificato. Senza ironia ne vorrei rammentare alcuni:

1) Paul Marcinkus non viene cacciato via dallo IOR dal neo eletto Papa, nonostante i suoi provati (alcuni) rapporti e traffici con Calvi, Sindona e altri.
2) Paul Marcinkus divenne addirittura cardinale ma i suoi (e del Vaticano) traffici rimangono misteriosi.
3) Giovanni Paolo II sopravvisse ad un attentato. Alì Agcà premette il grilletto. Dopo oltre vent’anni non se ne sa molto di più.
4) Emanuela Orlandi è scomparsa. Chiediamo al mago Silvan?
5) Anche Mirella Gregori è scomparsa, ma non se la ricorda più nessuno? Perché?
6) Il 4 maggio 1998 morirono in Vaticano Cédric Tornay, un alabardiere delle guardie svizzere, Alois Estermann, appena nominato suo comandante e sua moglie Gladys.

Non c’è che dire, durante il pontificato di Giovanni Paolo II ne sono successi di fatti curiosi…
Un pontificato cristallino.
Ma sì, subito santo. A forza di cercare vuoi che non salti fuori qualche altro miracolo?

Ecco il link:

Giovanni Paolo II, forse Santa Sede ha trovato il miracolo

http://it.news.yahoo.com/30012006/58/giovanni-paolo-ii-forse-santa-sede-trovato-miracolo.html

mercoledì, gennaio 25, 2006

Sua Presenza colpisce ancora


Ciao,
mio malgrado non resisto alla tentazione di commentare le solite uscite di Sua Presenza Camillo Ruini. Ho letto la sua prolusione in occasione del “Consiglio permanente” della CEI, che sta avendo luogo in questi giorni. Chi fosse interessato può leggere l’intero testo sul sito della CEI. Si conferma che i professionisti delle anime pensano soprattutto a sé stessi: al primo punto c’è il “saluto, deferente, affettuoso e grato” al più alto in grado, cioè il Papa, con 1662 parole; al secondo punto servono 1273 parole per commentare e riassumere il Papa-pensiero, già espresso in occasione della Giornata Mondiale della Pace; al terzo punto sono sufficienti appena 526 parole per liquidare con “un rapido sguardo” la situazione internazionale; ma al quarto punto, inevitabile come la morte e puntuale come una rata, ci sono 902 parole di commento riguardo il clima politico “nel nostro paese”. Di queste, 101, quelle di seguito riportate, servono a sottolineare l’inutilità delle restanti 801:
“In vista del prossimo appuntamento elettorale confermiamo in primo luogo quella linea di non coinvolgerci, come Chiesa e quindi come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito, linea che non è frutto di indifferenza o di disimpegno, ma di rispetto della legittima autonomia della politica e ancor prima della genuina natura e missione della Chiesa (cfr Gaudium et spes, 76). Nell’attuale situazione italiana anche con questo atteggiamento intendiamo inoltre contribuire a quel rasserenamento del clima e a quella concordia sui valori e gli interessi fondamentali della nazione di cui si avverte acutamente il bisogno.”
Ricorderei a Ruini che il suo paese si chiama “Stato del Vaticano” ed ha confini geografici e politici ben precisi. Il nostro è l’Italia, che di farabutti è già pregna. Fortunatamente per noi un Santo di nome Camillo già esiste, e la carriera Papale è sfumata. Forse è per questo che per cercare di rendersi immortale ricorre a queste dichiarazioni. Certo che, in periodo pre-elettorale, in Italia cerchiamo di non farci mancare proprio nulla, estendendo la par condicio anche ai politici ed ai partiti stranieri.

venerdì, gennaio 20, 2006

Altro che Asimov...

Ciao,
avete fatto caso che da qualche anno si parla pochissimo di MAFIA?
Saltuariamente ci informano delle vicissitudini prostatiche di Provenzano: in pratica sappiamo come è fatto dentro, ma non che faccia abbia.
Riina non fa più notizia: ma chi ci crede che fosse lui il capo?
Per contro CAMORRA, ‘NDRANGHETA, e compagnia bella sembrano imperversare.
Si potrebbe supporre, così per gioco, che:


a) La MAFIA non esiste, non è mai esistita: tesi sostenuta soprattutto dai mafiosi stessi.


b) La MAFIA è stata sconfitta e quindi non è più un problema.


c) La MAFIA esiste, ma è diventata ONLUS ed aiuta i bisognosi.


d) La MAFIA continua a fare quel che ha sempre fatto ma le notizie vengono censurate.


e) La MAFIA non ha più bisogno di ricorrere a certi mezzi per imporre le proprie regole.


Certo che, così per ipotesi e tanto per scherzare, se un mafioso un giorno andasse al governo potrebbe verificarsi che di MAFIA non si parlerebbe più né sui giornali, né in televisione; invece, presumibilmente, verrebbero perseguitate le organizzazioni concorrenti. Ma, soprattutto, che bisogno ci sarebbe di ammazzare la gente per affermare un potere già legalmente detenuto?


Ma naturalmente questa è fantascienza…


giovedì, gennaio 12, 2006

E' iniziata la campagna elettorale: più sacrifici per tutti!


Ciao,

ecco due notizie recuperate in questi ultimi giorni.

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - Per il contratto con gli italiani firmato a 'Porta a Porta', Silvio Berlusconi dovra' comparire davanti a un giudice di pace . A citarlo in giudizio e' stata una pensionata di 78 anni di San Cesareo (Roma) che non ha visto aumentare la propria pensione a 516 euro cosi' come promesso dal presidente del Consiglio. Anzi, se l'e' vista ribassare. Il premier e' stato invitato a comparire per il 28 febbraio. Come testi sono stati citati il conduttore tv Bruno Vespa e il ministro Maroni.

(http://it.news.yahoo.com/05012006/2/pensionata-cita-premier.html)

(ANSA)-ROMA,11 GEN-Il consiglio di presidenza del Senato ha deciso di non applicare il taglio del 10% previsto in Finanziaria a liquidazioni e pensioni dei senatori .La decisione, a quanto si apprende da ambienti della presidenza di Palazzo Madama, e' stata presa con il solo voto contrario del presidente Marcello Pera e le astensioni del vice presidente Domenico Fisichella e del Questore Franco Servello.

(http://it.news.yahoo.com/11012006/2/senato-taglio-10-senatori.html)

Ogni commento è superfluo.

lunedì, gennaio 02, 2006

Un maggiordomo strapagato

Ciao,
quasi sette anni or sono, in una delle residenze più antiche e prestigiose di Roma, si ricercava un maggiordomo. I requisiti richiesti erano: nome altisonante, statura non troppo elevata, età non più giovane (perché ispira simpatia), e naturalmente spiccato senso del servilismo. I suoi doveri sarebbero stati di tenere pulita la residenza, viaggiare, tenere discorsi retorici e spesso noiosi, presenziare a cerimonie di vario tipo, ma nello stesso tempo cercare di apparire il meno possibile nelle occasioni importanti. La retribuzione era garantita ai massimi livelli della categoria. Nessuno, tra coloro che in precedenza avevano avuto questo incarico, aveva dimostrato di possedere tutti i requisiti richiesti, per cui non si pensava di poter trovare il candidato ideale.
Invece, si presentò un signore sulla settantina, dal doppio nome di battesimo, sposato, non alto, che, a quanto si affermava sul suo curriculum vitae, per anni aveva servito e difeso con devozione e perseveranza gli interessi di coloro che custodivano e vigilavano sul tesoro di un intero popolo. Compito non facile, visto che il suo successore in tale ruolo è naufragato tra gli scogli degli scandali e delle polemiche, ma questa è un’altra storia…
Torniamo a noi. Il nostro candidato superò tutti i colloqui e fu assunto in pianta stabile con contratto (rinnovabile) della durata di sette anni. Si trasferì con la sua signora nella nuova residenza e iniziò la sua avventura. Il Padrone (chiunque egli fosse) fu sempre soddisfatto di lui: una persona discreta e fidata - così diceva il Padrone – che sente ma non ascolta, e che raramente, ma solo per una questione di forma, ha esternato la sua opinione.
Tutti vorrebbero un maggiordomo così. Ed infatti tutti ne parlano bene, le sue referenze sono ottime, ed il suo contratto sta per scadere. Il suo futuro Padrone (chiunque egli sarà) non potrà che esserne soddisfatto.
Anche il migliore dei servitori, però, è un essere umano che invecchiando, perde colpi.
Recentemente, attanagliato dal timore di non esser più all’altezza del proprio compito, si è lasciato andare ad uno sperticato autoelogio nel tentativo di meritarsi il rinnovo del contratto. Tutti hanno avuto l’impressione di vedere in lui il suo attuale Padrone, che in questo campo è sicuramente il migliore. Come si dice: il cane dopo un po’ tende ad essere simile al padrone…Il Padrone però non gradisce le imitazioni di sé stesso: o meglio, come il Dio del Corano ha proibito qualunque sua rappresentazione (che non abbia espressamente autorizzato).
Il giorno successivo il maggiordomo, credendo di compiacere il Padrone, ha filosofeggiato di guerra e di pace, introducendo il concetto di guerra guerreggiata. Evidentemente deve perciò esistere anche una condizione di guerra non guerreggiata: può essa identificarsi con la pace? Ma allora la guerra guerreggiata non potrebbe essere definita più semplicemente guerra? Il dibattito è aperto, in attesa di chiarimenti, Padrone permettendo, da parte del nostro maggiordomo. Nostro, si perché, dopotutto, siamo noi che lo paghiamo per dire queste fesserie.

In futuro cerchiamo di essere più attenti a chi ci mettiamo dentro casa.


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